Finanziamenti e contesto strategico

Ventidue milioni di euro sono stati messi a disposizione dell’industria europea per avvicinare il 6G al mercato. L’Unione europea finanzia cinque nuovi progetti dedicati allo sviluppo delle reti di prossima generazione, con interventi che spaziano dall’intelligenza artificiale alle infrastrutture di sperimentazione, fino ai dispositivi connessi e alla collaborazione internazionale sugli standard.

A selezionare le proposte è stata la Smart Networks and Services Joint Undertaking (SNS JU), il partenariato pubblico‑privato sostenuto dall’UE nell’ambito di Horizon Europe. I risultati del sesto bando sono stati presentati il 22 ottobre a Riga, durante Techritory 2026.

Le iniziative finanziate sono 6G‑AID, HEMES‑6G, EUNICON‑6G, EU‑INDIA‑6G‑BRIDGE e SNS IMPACT. Coinvolgeranno imprese tecnologiche, operatori di telecomunicazioni, università, centri di ricerca e PMI, con attività complementari destinate a sostenere la preparazione industriale dell’Europa in vista dell’arrivo delle future reti mobili.

Il nuovo stanziamento arriva in una fase importante per lo sviluppo delle tecnologie di sesta generazione. Il biennio 2026‑2027 coincide con l’intensificarsi delle attività preparatorie alla definizione degli standard internazionali, destinate a orientare le architetture di rete e le scelte dei produttori di apparati.

Obiettivi di consolidamento delle competenze

L’Europa intende consolidare le competenze acquisite attraverso i precedenti programmi di ricerca, mettendo a disposizione strumenti e infrastrutture utilizzabili anche dalle imprese. Per Bruxelles, la disponibilità di ambienti sperimentali condivisi rappresenta uno dei presupposti per favorire lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e ridurre i tempi necessari alla loro validazione.

Il finanziamento si colloca nella fase conclusiva dell’attuale programma Horizon Europe, attraverso il quale l’Unione sostiene progetti di ricerca e innovazione in numerosi settori strategici.

«Per l’industria europea, questo significa un migliore accesso ai dati, alle piattaforme di sperimentazione, alle tecnologie e alle partnership necessarie per trasformare la ricerca sul 6G in prodotti e servizi. Per i cittadini, significa gettare le basi per una connettività più sicura, affidabile e performante negli anni a venire», spiega Erzsébet Fitori, direttrice esecutiva della SNS JU.

«Queste proposte mirano a garantire che l’Europa contribuisca a definire le tecnologie e gli standard che caratterizzeranno il futuro», aggiunge Fitori.

Intelligenza artificiale al centro: il progetto 6G‑AID

L’intelligenza artificiale occupa una posizione centrale nei programmi europei per il 6G. Secondo la SNS JU, quasi l’80 % dei progetti finanziati integra già applicazioni di AI o machine learning, a conferma dell’importanza crescente degli algoritmi nella gestione delle infrastrutture di comunicazione.

Su questo fronte interviene 6G‑AID, dedicato alla creazione di risorse comuni per lo sviluppo di sistemi intelligenti destinati alle future reti mobili.

    • Raccolta e organizzazione di dataset di elevata qualità, ottenuti da ambienti reali.
    • Sviluppo di un simulatore open source in grado di generare dati sintetici, sottoposti a verifiche di idoneità per l’addestramento e la valutazione degli algoritmi.
    • Creazione di uno spazio europeo comune dei dati, accessibile ai soggetti coinvolti nella ricerca e innovazione.

L’iniziativa affronta un problema tecnico rilevante per le architetture AI‑native, nelle quali l’intelligenza artificiale viene integrata fin dalla progettazione della rete. Per addestrare i modelli destinati a gestire il traffico, ottimizzare l’utilizzo delle risorse o adattare le prestazioni alle condizioni operative, occorrono grandi quantità di informazioni rappresentative dei diversi scenari di funzionamento.

Per gli operatori, la disponibilità di dataset condivisi e strumenti di simulazione potrebbe facilitare lo sviluppo e la verifica di soluzioni di automazione, riducendo la necessità di costruire autonomamente ogni ambiente di addestramento.

Infrastrutture federate: il progetto HEMES‑6G

Alle infrastrutture sperimentali è dedicato HEMES‑6G, che realizzerà una piattaforma federata collegando otto siti di test distribuiti in sei Stati membri.

Il progetto consentirà di verificare il funzionamento congiunto di componenti tecnologiche differenti:

    • Reti radio e ottiche
    • Piattaforme edge e cloud
    • Sistemi di intelligenza artificiale
    • Soluzioni di cybersecurity
    • Architetture che integrano connettività terrestre e satellitare

Quest’ultima componente riveste un particolare interesse per il futuro delle telecomunicazioni. L’evoluzione delle reti non terrestri, comprese quelle basate su satelliti in orbita bassa, apre nuove possibilità di integrazione con le infrastrutture mobili, soprattutto per estendere la copertura e garantire continuità dei servizi in aree difficili da raggiungere.

HEMES‑6G permetterà di effettuare test interoperabili su un’infrastruttura distribuita, mettendo a disposizione ambienti nei quali valutare prestazioni, affidabilità e sicurezza delle soluzioni sviluppate.

La struttura federata potrà inoltre favorire l’accesso alle attività sperimentali da parte di università, startup e PMI che non dispongono delle risorse necessarie per realizzare autonomamente laboratori e reti di prova complessi.

Benefici per produttori e sviluppatori

Per i produttori di apparati e gli sviluppatori software, la possibilità di verificare l’interazione tra tecnologie provenienti da soggetti differenti rappresenta un passaggio utile per individuare eventuali criticità prima della loro introduzione in contesti commerciali.

Dispositivi di nuova generazione: il progetto EUNICON‑6G

Il progetto EUNICON‑6G affronta il tema dei dispositivi che utilizzeranno le future reti mobili e delle opportunità industriali associate al loro sviluppo.

L’iniziativa partirà da una ricognizione delle competenze tecnologiche presenti in Europa, delle capacità produttive e delle principali dipendenze lungo la catena di fornitura.

L’analisi comprenderà diversi settori, tra cui:

    • Mobilità
    • Manifattura
    • Energia
    • Infrastrutture
    • Sanità
    • Sicurezza

Nei quali le comunicazioni di nuova generazione potrebbero favorire l’introduzione di applicazioni con requisiti particolarmente elevati di affidabilità, capacità e tempestività di risposta.

L’attenzione si estende quindi oltre il mercato degli smartphone e interessa l’insieme dei terminali industriali, dei sensori e delle apparecchiature connesse che potranno utilizzare le funzionalità del 6G.

L’obiettivo è elaborare una roadmap europea per i dispositivi di sesta generazione, individuando le aree in cui l’industria del continente dispone di competenze competitive e quelle che richiedono ulteriori investimenti.

Il lavoro dovrà produrre anche raccomandazioni per sostenere lo sviluppo dell’ecosistema tecnologico e delle catene di approvvigionamento.

La questione interessa direttamente l’evoluzione del mercato delle telecomunicazioni. La diffusione di dispositivi specializzati per applicazioni industriali potrà influire sulla domanda di connettività avanzata e sulle opportunità di collaborazione tra operatori, produttori e imprese utilizzatrici.

Cooperazione internazionale: EU‑INDIA‑6G‑BRIDGE

La collaborazione con l’India costituisce il fulcro di EU‑INDIA‑6G‑BRIDGE, progetto che punta a rafforzare il coordinamento tra i rispettivi ecosistemi scientifici e industriali.

L’iniziativa prevede la creazione di un centro di cooperazione aperto a istituzioni, organismi di standardizzazione, università e imprese dei due territori.

Le attività comprenderanno:

    • Definizione di programmi di lavoro congiunti
    • Scambio di informazioni sui risultati della ricerca
    • Elaborazione di raccomandazioni per le politiche tecnologiche
    • Iniziative destinate a favorire la partecipazione delle PMI

Il partenariato assume rilevanza soprattutto in vista della definizione di standard globali, poiché una stretta collaborazione con l’India può garantire una maggiore convergenza delle soluzioni tecnologiche e una più ampia adozione delle innovazioni europee.

Impatto atteso e prospettive future

Il finanziamento di 22 milioni di euro rappresenta un segnale forte della volontà dell’UE di consolidare il proprio ruolo di leader nella ricerca sul 6G. Attraverso SNS IMPACT, il programma intende valutare i risultati dei progetti, diffondere le best practice e tradurre le scoperte in opportunità di mercato.

Nel medio‑termine, le attività coordinate dovrebbero consentire:

    • Una più rapida transizione dalla ricerca di base alla commercializzazione di soluzioni 6G.
    • Un rafforzamento della competitività delle PMI europee grazie all’accesso a infrastrutture sperimentali condivise.
    • Una maggiore coerenza tra le politiche di standardizzazione internazionali e le capacità industriali dell’Europa.
    • Un incremento della sicurezza e dell’affidabilità della connettività, con ricadute positive su settori critici come sanità, energia e trasporti.

In conclusione, l’iniziativa 6G dell’Unione europea, con il suo mix di finanziamento, ricerca collaborativa e cooperazione internazionale, si propone di creare le basi per una nuova generazione di reti mobili capaci di supportare l’economia digitale, l’industrializzazione avanzata e le sfide sociali del futuro.