Che cosa è l’Agentic Commerce?

L’Agentic Commerce indica lo shopping gestito da agenti intelligenti basati su intelligenza artificiale, capaci di ricercare prodotti, confrontare offerte e, sempre più spesso, completare autonomamente l’acquisto. A differenza dei tradizionali chatbot, gli agenti operano in modo autonomo, eseguono flussi multistep e hanno accesso a tool e dati esterni, come le informazioni di prodotto, i prezzi e le politiche di reso.

Chi sta costruendo l’infrastruttura?

Le più grandi reti di pagamento stanno già fornendo i mattoni per questa nuova modalità:

    • Visa con la piattaforma “Intelligent Commerce”;
    • Mastercard tramite “Agent Pay”;
    • PayPal con il “Agent Toolkit” e partnership mirate.

Parallelamente, sistemi di e‑commerce come Shopify e SAP Commerce hanno adattato le proprie API per rendere prodotti, carrelli e checkout raggiungibili dagli agenti, generalmente attraverso un stack di protocolli aperti (Model Context Protocol – MCP, ACP – OpenAI/Stripe, UCP – Google/Shopify).

Come cambiano le interfacce di acquisto

Nel panorama dell’Agentic Commerce gli acquisti avvengono sempre più spesso in interfacce di agente e in app che “interferiscono” con l’esperienza tradizionale:

    • Amazon Shopping Assistant “Rufus” integrato nell’app;
    • ChatGPT con “shopping cards” e link di acquisto;
    • Perplexity con checkout PayPal;
    • Google AI Mode con funzioni di “try‑on” virtuale per la moda.

Questa evoluzione sposta la portata e il tasso di conversione dai risultati di ricerca tradizionali verso risposte generate dagli agenti, rendendo obsoleta la sola ottimizzazione per i motori di ricerca.

Implicazioni per manager e CMO

I responsabili di marketing devono:

    • Fornire dati di prodotto (prezzo, disponibilità, politiche di acquisto) in formato “agent‑ready”;
    • Costruire la distribuzione su nuovi canali agenti (AEO/GAIO anziché solo SEO);
    • Rafforzare la fiducia del cliente attraverso controlli su budget, ricevute e resi;
    • Avviare progetti pilota per abituare i dipendenti alla nuova tecnologia.

Dati di mercato e trend emergenti

Secondo Adobe e Salesforce, il traffico generato da IA su siti di retail è aumentato del +693 % nella holiday season del 2025, convertendo 54 % meglio rispetto al traffico non IA (maggio 2026). Salesforce segnala 67 miliardi $ di fatturato AI‑influenzato nella Cyber Week, pari a circa il 20 % di tutti gli acquisti.

Le aziende che non alimentano questi nuovi percorsi di acquisto rischiano di diventare invisibili per i consumatori.

Definizione pratica di Agentic Commerce

L’Agentic Commerce è la fase evolutiva successiva al semplice e‑commerce digitale: agenti autonomi e orientati al risultato gestiscono l’intera customer journey, dal “trova i tre migliori TV da 55 pollici sotto gli 800 €” alla revisione delle recensioni, al monitoraggio dei prezzi, alle proposte di bundle, fino al controllo dei tempi di consegna e al pagamento finale.

Attualmente gli agenti operano più come assistenti d’acquisto, ma il futuro prevede che eseguano anche la transazione in completa autonomia.

Esempi concreti già in uso

    • Alexa for Shopping (ex Rufus): risponde a domande di acquisto, confronta categorie e aiuta a decidere direttamente nell’app Amazon.
    • ChatGPT Search e app dedicate: mostrano carousels di prodotti con prezzi e link; grandi retailer hanno app integrate in ChatGPT.
    • Check24 AI Assistente “Sophie”: confronta tariffe e offerte, guida la scelta nella app di Check24.
    • Perplexity + PayPal: consente di acquistare biglietti e viaggi direttamente nella chat.
    • Google AI Mode: suggerisce prodotti in base a scenari d’acquisto, con tracker di prezzo e servizio di “try‑it‑on” per la moda.

Perché l’Agentic Commerce è cruciale ora

I “rails” di pagamento per gli agenti IA stanno emergendo rapidamente. Visa e Mastercard integrano agenti nei loro network con tokenizzazione, controlli di spesa e flussi di messaggistica. PayPal fornisce SDK e toolkit per checkout da agente. Il risultato è la formula “Discover in AI, buy on your site”, già operativa.

Le metriche mostrano che i risultati AI riducono la click‑through rate sui risultati tradizionali (posizione 1 scende dal 27 % all’11 %), creando nuovi touchpoint in ChatGPT, Perplexity e Google AI Mode. La visibilità deve quindi essere ripensata.

Investimenti e mentalità aziendale

Oltre il 70 % delle aziende utilizza o sta costruendo agenti IA, e l’88 % ha aumentato gli investimenti. La principale barriera non è tecnologica, ma riguarda mentalità e change management (studio PwC “AI Agent Survey”).

Dalla SEO all’AOO (Agent‑Oriented Optimization)

Il passaggio da SEO/AEO a AOO o AAIO (Agentic AI Optimization) implica fornire direttamente agli agenti dati affidabili su prodotto, prezzo, disponibilità e policy, ottenendo un posizionamento più accurato nei risultati degli assistenti.

Il nuovo stack di protocolli: da MCP a UCP

Quando il modello è stato pubblicato, il Model Context Protocol (MCP) era il “cavo USB” per gli agenti IA. Oggi è solo una delle molteplici layer:

    • MCP (Model Context Protocol): gestione di strumenti e dati; governato dalla Linux Foundation con supporto di Anthropic, OpenAI, Google e Microsoft.
    • ACP (Agentic Commerce Protocol): completamento degli acquisti nell’ecosistema ChatGPT; i merchant rimangono “Merchant of Record”, OpenAI applica una commissione ~4 %.
    • UCP (Universal Commerce Protocol): versione di Google per Search, AI Mode e Gemini; co‑sviluppato con Walmart, Target, Etsy, Wayfair; in Europa, partner di lancio Zalando.
  • AP2 (Agent Payments Protocol): strato di pagamento crittografico, gestito da oltre 60 organizzazioni (Mastercard, PayPal, Amex) e ora sotto la FIDO Alliance