Una prima occhiata al futuro del lavoro dominato dall’AI
Anthropic ha appena pubblicato uno studio sulla propria forza lavoro che offre uno dei primi sguardi concreti su come potrebbe funzionare un’azienda del futuro dominata dall’intelligenza artificiale. In sintesi, il risultato è sorprendente: una gran parte del tempo dei dipendenti è ora dedicata alla supervisione di bot.
Gli agenti AI stanno diventando così veloci che, nelle sessioni con Claude, l’80 % del tempo trascorso deriva ormai dagli agenti che attendono un input umano, secondo il report di Anthropic. “Questa accelerazione rende l’attenzione umana il collo di bottiglia della produttività degli agenti”, si legge nello studio.
Invece di svolgere direttamente il lavoro, anche i dipendenti che non hanno ruoli manageriali si trovano sempre più spesso a comportarsi come supervisori di molteplici agenti AI, che completano le attività ma richiedono comunque attenzione diretta in alcuni momenti. Un dipendente ha descritto l’esperienza come la gestione di “un esercito di Claude, ognuno dei quali chiede la mia attenzione”.
Più output, ma anche più coordinamento
Quel collo di bottiglia rappresenta il rovescio della medaglia di un forte aumento della produttività. Secondo Anthropic, i dipendenti stanno producendo di più e lavorando più rapidamente. A marzo, per la prima volta, le ore di lavoro complessive degli agenti AI hanno superato quelle umane. Ad agosto, le ore lavorate dagli agenti erano diventate sei volte quelle degli esseri umani.
Gli effetti si vedono anche nei risultati tecnici: i commit di codice degli ingegneri software sono aumentati di cinque volte negli ultimi sei mesi. Perfino i dipendenti non tecnici utilizzano agenti personali che controllano email e calendari, preparano liste di cose da fare sulla base dei messaggi e forniscono briefing sugli obiettivi delle riunioni imminenti. Questi cambiamenti hanno eliminato parte del lavoro manuale, ma hanno anche trasformato profondamente la giornata lavorativa.
Il nuovo “meta‑lavoro” di gestione
La gestione degli agenti sta diventando un’attività a sé. La quota delle sessioni interattive con Claude dedicate a questo tipo di “meta‑lavoro” è passata dal 10 % al 22 %, secondo il report. Anche per i dipendenti non tecnici, leggere tutto ciò che i propri agenti Claude producono richiederebbe circa metà della settimana lavorativa.
Il lavoro privato, svolto in riunioni non registrate o messaggi diretti, diventa inoltre “invisibile, confuso e scoraggiato in un ambiente di lavoro fortemente basato sull’AI”, si legge nel report. Il dipendente medio trascorre oggi il 20 % di tempo in più in riunione rispetto a un anno fa.
Ruoli in evoluzione e mobilità interna
Una parte dell’aumento è legata alla crescita dell’azienda, che conta ormai oltre 3 500 dipendenti, e una parte alla maggiore enfasi sulle assunzioni in ruoli non tecnici. Ma il tempo in riunione è aumentato del 16 % anche tra i singoli contributor tecnici, un segnale che gli esseri umani stanno dedicando sempre più tempo a coordinamento e decisioni, mentre gli agenti svolgono in autonomia attività come il coding ripetitivo.
Il ritmo continua ad aumentare. Non appena viene reso disponibile un nuovo modello, i dipendenti di Anthropic iniziano ad affrontare problemi più complessi, rileva il report. Un lavoratore ha descritto “la pressione eterna in Anthropic a muoversi il più velocemente possibile e usare Claude per tutto”.
Esempi concreti di trasformazione dei compiti
In alcuni casi, i dipendenti che utilizzano l’AI hanno finito per eliminare parte delle proprie responsabilità originarie. Il report cita un team di product design che in precedenza scriveva brevi testi per il sito dell’azienda, compresi i messaggi di benvenuto mostrati su Claude.ai, e che questa primavera ha iniziato a usare l’AI per generare quei contenuti.
“Il team è poi passato al prompting degli agenti e ha iniziato a scrivere valutazioni dei modelli e prompt per Claude”, si legge nello studio. Secondo Anthropic, questo fenomeno sta diventando sempre più comune man mano che l’AI assume nuove attività.
Nel 2026, i dipendenti presenti in azienda da almeno un anno sono stati il 50 % più propensi a spostarsi tra reparti rispetto al 2025. Anthropic sostiene comunque di aver cercato di identificare le mansioni più a rischio e di ricollocare i dipendenti in altre posizioni.
Nuove dinamiche di reclutamento
Anche i processi di selezione stanno cambiando. I responsabili delle assunzioni attribuiscono sempre più importanza a autonomia e capacità di giudizio rispetto alle competenze tecniche specifiche.
Le assunzioni di profili junior sono in calo. La quota di dipendenti entry‑level nei dipartimenti tecnici è scesa dal 21 % di inizio 2025 al 14 %, mentre la quota delle nuove assunzioni junior in ambito tecnico è calata ancora più rapidamente, dal 27 % al 9 %.
Le posizioni aperte per ruoli junior sono diminuite nettamente da dicembre. Il dato rischia di alimentare ulteriormente le preoccupazioni per la sostituzione del lavoro umano da parte dell’AI, particolarmente forti tra i più giovani.
Un sondaggio della piattaforma di recruiting iCIMS pubblicato all’inizio dell’anno ha rilevato che il 51 % degli intervistati della Gen Z considera l’AI la maggiore minaccia alla propria sicurezza lavorativa. Una ricerca di Deutsche Bank dello scorso anno ha inoltre mostrato che quasi un lavoratore Gen Z su cinque teme di perdere il proprio lavoro a causa dell’intelligenza artificiale nei prossimi due anni, rispetto a circa un baby boomer su dieci.
Prospettive a lungo termine: il 2030
Guardando al futuro, i dipendenti di Anthropic si aspettano che l’AI assuma una quota sempre maggiore delle loro attività quotidiane. Ad agosto, secondo un altro studio della società, i lavoratori di Anthropic prevedevano che entro il 2030 l’AI sarebbe stata in grado di completare tre quarti del loro lavoro.
Questa stima è molto più alta rispetto al 28 % previsto dagli altri lavoratori statunitensi. Resta da capire se ciò che sta accadendo in Anthropic rappresenti davvero il futuro medio del lavoro. L’azienda dispone di enormi risorse e si sta avvicinando a una potenziale IPO da 2 000 miliardi di dollari che potrebbe battere ogni record. Inoltre, Anthropic sta integrando l’AI nei propri workflow in modo molto più profondo rispetto alla maggior parte delle aziende.
Dalla esecuzione alla decisione
Il report offre comunque un’immagine di trasformazione significativa, che potrebbe anticipare il modo in cui cambieranno le aziende e i ruoli corporate man mano che l’adozione dell’AI si diffonderà. Mentre attività come scrivere codice, individuare bug o redigere email vengono sempre più automatizzate, dentro Anthropic stanno acquistando peso crescente le attività strategiche e di coordinamento.
Come ha sintetizzato un dipendente nel report: “Quel 20 % che prima era strategico diventa il 90 % del lavoro.”
Il cambiamento non riguarda solo la quantità di output, ma la natura stessa del valore umano: la capacità di interpretare, decidere e guidare gli agenti diventa la nuova competenza chiave.