Il round di richieste gTLD di ICANN 2026
ICANN, l’organizzazione responsabile della gestione dei domini di primo livello (come .it, .us o .si), ha chiuso la finestra di presentazione delle domande per i nuovi gTLD il 12 agosto 2026. Durante il periodo compreso tra il 30 aprile e il 12 agosto sono state ricevute complessivamente 1.615 richieste, una cifra che testimonia l’interesse crescente di imprese e governi per nuovi spazi di branding su Internet.
Le domande sono state suddivise per tipologia geografica e settoriale: 333 richieste sono riconducibili a brand, 15 a nomi geografici, 16 provengono dall’Africa, 506 dall’Europa e 864 dal Nord America. Il database messo a disposizione da ICANN mostra una particolare concentrazione di proposte provenienti dall’Italia, per lo più presentate da un unico attore.
.trump: il brand di Donald Trump vuole il suo gTLD
Tra le proposte più sotto i riflettori c’è .trump, presentata da The Trump Organization (www.trump.com). L’obiettivo dichiarato è quello di proteggere e promuovere il marchio Trump, considerato distintivo dopo decenni di utilizzo commerciale continuo e quasi esclusivo.
Secondo la documentazione, il dominio .trump sarebbe destinato esclusivamente a indirizzi collegati al marchio e alle attività dell’organizzazione, senza possibilità di cedere i diritti a terzi. L’uso sarebbe quindi strettamente legato al brand, evitando la registrazione da parte di soggetti non autorizzati.
Il costo per presentare la domanda di un nuovo gTLD è elevato: 227.000 dollari. La fase di consultazione pubblica, prevista per il 17 novembre, consentirà a chiunque di commentare o opporsi alla creazione di .trump, facendo prevedere un acceso dibattito pubblico e mediatico.
Aruba e l’assalto ai nuovi gTLD: .ciao, .happy e molto altro
Il provider italiano Aruba è stato il protagonista più numeroso del round, con decine di richieste di nuovi domini. Molte delle estensioni presentate hanno un carattere generico o promozionale, ma alcune sono direttamente legate a brand o iniziative aziendali.
Di seguito l’elenco completo delle estensioni richieste da Aruba (e da altri soggetti in casi specifici):
- .aid (Aruba)
- .all (Aruba)
- .asl (Aruba)
- .beta (Aruba)
- .bit (Aruba)
- .bnb (Aruba)
- .campania (Regione Campania)
- .cart (Aruba)
- .daily (Aruba)
- .demo (Aruba)
- .easy (Aruba)
- .fix (Aruba)
- .gaming (Aruba)
- .gen (Aruba)
- .genius (Aruba)
- .gym (Aruba)
- .happy (Aruba)
- .hello (Aruba)
- .hola (Aruba)
- .human (Aruba)
- .kit (Aruba)
- .lab (Aruba)
- .legami (Legami)
- .mars (Aruba)
- .max (Aruba)
- .moon (Aruba)
- .omg (Aruba)
- .pec (Aruba)
- .pop (Aruba)
- .rem (Aruba)
- .reply (Reply)
- .roma (Aruba)
- .sign (Aruba)
- .sito (Aruba)
- .super (Aruba)
- .tag (Aruba)
- .tex (Aruba)
- .vps (Aruba)
- .yes (Aruba)
- .zen (Aruba)
- .zzz (Aruba)
Alcune di queste estensioni non sono uniche ad Aruba: per esempio .hello ha sette richiedenti concorrenti, .fix ne conta otto e .all ne ha dieci. Ciò indica un mercato competitivo per domini generici e la volontà di diversi operatori di assicurarsi spazi di branding simili.
Implicazioni per il mercato dei domini
L’apertura di nuovi gTLD offre alle aziende la possibilità di creare indirizzi web più memorabili e allineati alla loro identità. Tuttavia, il costo di ingresso, pari a centinaia di migliaia di dollari, limita la partecipazione ai grandi player o a provider con capacità finanziarie solide.
Nel caso di .trump, l’alto costo e la forte connotazione di marchio suggeriscono una strategia di esclusività: il dominio verrebbe utilizzato solo per comunicazioni ufficiali, rafforzando la protezione del brand contro usi non autorizzati. Per Aruba, invece, la molteplicità di richieste indica una strategia di diversificazione, mirata a offrire ai clienti una vasta gamma di scelte per personalizzare i propri siti.
Prossimi passi e fase di consultazione
Il 17 novembre prenderà il via la fase di consultazione pubblica, durante la quale organizzazioni, consumatori e esperti potranno presentare commenti, obiezioni o supporti alle domande di nuovi gTLD. Questa fase è cruciale per valutare l’impatto potenziale sui diritti dei marchi, sulla concorrenza e sull’accessibilità di Internet.
Le decisioni finali di ICANN, che arriveranno nei prossimi mesi, determineranno quali domini saranno effettivamente delegati. Se approvati, .trump e le numerose estensioni di Aruba potranno entrare a far parte del panorama globale dei nomi a dominio, aggiungendo nuove opportunità di branding e nuove sfide di gestione.