La piattaforma di chatbot basati sull’intelligenza artificiale Character.ai, che ha dovuto affrontare cause legali legate ai suicidi di adolescenti e controversie sul copyright, ha presentato lunedì istanza di fallimento ai sensi del Chapter 11 e ha annunciato di aver ricevuto da Disney un’offerta iniziale da 20 milioni di dollari per ottenere in licenza parte della sua proprietà intellettuale.

In un comunicato, Character.ai ha dichiarato di aver presentato volontariamente istanza di protezione dai creditori ai sensi del Chapter 11 presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il Distretto del Delaware, con l’obiettivo di consentire la vendita dei propri asset.

La società di intelligenza artificiale ha inoltre annunciato di aver raggiunto un accordo con Disney, che agirà come primo offerente, presentando una proposta da 20 milioni di dollari per una “licenza perpetua non esclusiva” su parte della proprietà intellettuale di Character.ai.

Anche altre società potranno presentare offerte concorrenti rispetto a quella di Disney nell’ambito della procedura d’asta fallimentare. Character.ai prevede che il processo si concluderà tra novembre e dicembre.

La società ha dichiarato che la sua piattaforma di chatbot continuerà a funzionare con “interruzioni minime”, ma ha avvertito che potrebbe essere costretta a chiudere se non dovesse emergere un acquirente con un’offerta in grado di garantirne la continuità operativa.

Le cause legali contro Character.ai

Nel comunicato, l’azienda ha spiegato di aver affrontato importanti sfide legali e normative, tra cui cause riguardanti utenti adolescenti e presunte false dichiarazioni di natura medica, oltre a diverse altre problematiche.

Lo scorso anno, Character.ai è stata coinvolta in diverse cause legali intentate dalle famiglie di minori morti per suicidio o che avevano tentato di togliersi la vita dopo aver interagito con i suoi chatbot.

Inizialmente, la società si era opposta alle cause, sostenendo che le risposte dei chatbot fossero protette dal Primo Emendamento della Costituzione statunitense.

Tuttavia, nell’ottobre dello scorso anno, l’azienda aveva annunciato che avrebbe vietato agli utenti di età inferiore ai 18 anni di intrattenere “conversazioni aperte” con i suoi chatbot.

A gennaio di quest’anno, Character.ai ha accettato di raggiungere un accordo per risolvere diverse cause intentate dalle famiglie di adolescenti che avrebbero subito danni.

La controversia con Disney

Nel settembre dello scorso anno, Disney aveva inviato a Character.ai una lettera di diffida, sostenendo che il chatbot utilizzasse senza autorizzazione alcuni suoi personaggi protetti da copyright.

Secondo le accuse, il chatbot impersonava personaggi come Elsa di Frozen, Vaiana, Peter Parker di Spider-Man e Darth Vader, il celebre antagonista di Star Wars, generando risposte che incorporavano elementi delle loro storie personali.

In seguito all’invio della lettera, Character.ai aveva rimosso dalla piattaforma i personaggi Disney.

Il mese scorso, il colosso dell’intrattenimento ha annunciato l’assunzione dell’ex amministratore delegato di Character.ai, Karandeep Anand, come nuovo direttore tecnologico (Chief Technology Officer), insieme a diversi membri del team tecnico della società di chatbot.

Colin Adams, amministratore delegato di Character.ai, ha dichiarato: “Nell’ultimo anno, Character.ai ha compiuto passi significativi per sostenere e migliorare la propria attività, nonostante le importanti difficoltà legali, normative e operative.

Dopo un’analisi approfondita delle alternative disponibili, il consiglio di amministrazione ha stabilito che questa procedura di vendita supervisionata dal tribunale rappresenta per la società la migliore opportunità per massimizzare il valore per tutte le parti interessate”.

La procedura di vendita dei suoi asset è prevista concludersi tra novembre e dicembre, e la società ha dichiarato che la sua piattaforma di chatbot continuerà a funzionare con “interruzioni minime”.

La società ha anche avvertito che potrebbe essere costretta a chiudere se non dovesse emergere un acquirente con un’offerta in grado di garantirne la continuità operativa.

Conclusioni

La dichiarazione di fallimento di Character.ai e l’offerta di Disney rappresentano un importante sviluppo nel settore dell’intelligenza artificiale e dei chatbot.

La società di intelligenza artificiale ha affrontato diverse cause legali e ha dovuto affrontare importanti sfide legali e normative.

La procedura di vendita dei suoi asset è prevista concludersi tra novembre e dicembre, e la società ha dichiarato che la sua piattaforma di chatbot continuerà a funzionare con “interruzioni minime”.

La società ha anche avvertito che potrebbe essere costretta a chiudere se non dovesse emergere un acquirente con un’offerta in grado di garantirne la continuità operativa.

Il futuro di Character.ai e della sua piattaforma di chatbot rimane incerto, ma la società ha dichiarato di essere impegnata a massimizzare il valore per tutte le parti interessate.