Character.ai, la piattaforma di chatbot basata su intelligenza artificiale, ha dichiarato lunedì l’ingresso volontario nel Capitolo 11 della legge fallimentare degli Stati Uniti, presentandosi al Tribunale Fallimentare del Distretto di Delaware per avviare la vendita dei suoi asset.
Offerta di Disney e processo di asta
Nel comunicato rilasciato dall'azienda, è stato annunciato che Disney agirà come primo offerente con una proposta iniziale di 20 milioni di dollari per una “licenza perpetua non esclusiva” su parte della proprietà intellettuale di Character.ai. Altri soggetti potranno presentare offerte concorrenti nel contesto della procedura di asta fallimentare, e la società prevede la conclusione del processo entro novembre o dicembre.
Operatività della piattaforma
Character.ai ha rassicurato gli utenti affermando che il servizio rimarrà operativo con “interruzioni minime”. Tuttavia, la società avverte che, in assenza di un acquirente disposto a sostenere le operazioni, potrebbe essere costretta a chiudere definitivamente.
Problemi legali e regolamentari
Nel medesimo comunicato, l'azienda ha evidenziato le difficoltà incontrate negli ultimi anni, tra cui:
- cause legali promosse da famiglie di adolescenti coinvolti in tentativi di suicidio dopo l'uso dei chatbot;
- accuse di fornire false dichiarazioni mediche, tra cui l'uso di un numero di licenza fittizio nello stato della Pennsylvania;
- sfide regolamentari relative alla protezione dei minori online.
Citazione del CEO
Colin Adams, chief executive officer di Character.ai, ha dichiarato: «Durante l'ultimo anno, Character.ai ha preso misure significative per mantenere e migliorare il proprio business di fronte a importanti ostacoli legali, regolamentari e operativi. Dopo un'analisi approfondita delle alternative disponibili, il consiglio di amministrazione ha ritenuto che questo processo di vendita supervisionato dal tribunale rappresenti la migliore opportunità per massimizzare il valore per tutti gli stakeholder».
Le cause presentate da famiglie di adolescenti
L'anno scorso, Character.ai è stata citata da diverse famiglie che hanno perso figli o hanno avuto figli che hanno tentato il suicidio dopo aver interagito con i chatbot. Inizialmente l'azienda si è difesa sostenendo che le risposte del chatbot fossero protette dal diritto alla libertà di espressione della Prima Emendamento. Tuttavia, ad ottobre, Character.ai ha annunciato il divieto di conversazioni aperte per utenti sotto i 18 anni.
In gennaio, la società ha raggiunto un accordo in varie cause intentate dalle famiglie di adolescenti che affermavano di aver subito danni. A maggio, lo Stato della Pennsylvania ha avviato una causa contro Character.ai, accusandola di spacciarsi falsamente per un professionista medico con licenza nello Stato e di aver fornito un “numero di licenza falso della Pennsylvania” a un utente.
La disputa precedente con Disney
Nel settembre dell'anno scorso, Disney ha inviato a Character.ai una lettera di cessazione e desistenza, accusando il chatbot di utilizzare i suoi personaggi protetti da copyright senza autorizzazione. Tra i personaggi citati vi erano Elsa e Moana di Frozen, Peter Parker di Spider‑Man e Darth Vader di Star Wars. Il chatbot generava risposte che incorporavano le storie di questi personaggi, creando l'impressione di una loro presenza effettiva.
Dopo la ricezione della lettera, Character.ai ha rimosso i personaggi Disney dal proprio sistema. Il mese precedente, Disney ha annunciato l'assunzione dell'ex CEO di Character.ai, Karandeep Anand, come nuovo chief technology officer, insieme ad altri membri del team tecnico dell'azienda di chatbot.
Prospettive future
Con l'avvio del Capitolo 11, Character.ai mira a trovare un acquirente o un investitore che possa sostenere la continuità della piattaforma. L'offerta di 20 milioni di dollari di Disney rappresenta un primo passo, ma la procedura di asta consentirà ad altre società di presentare proposte più vantaggiose. Se nessuna offerta soddisferà le esigenze finanziarie dell'azienda, la chiusura definitiva rimane una possibilità concreta.
Nel frattempo, gli utenti dovranno monitorare eventuali aggiornamenti sulla disponibilità del servizio, mentre le autorità continuano a valutare le implicazioni legali delle interazioni tra intelligenza artificiale e minori.