Il Parlamento europeo ha nuovamente confermato il Chat Control 1.0, che permette alle Big Tech di scansionare le conversazioni private per individuare e segnalare contenuti pedopornografici. Questa decisione deriva dal fatto che non è stata raggiunta la maggioranza assoluta necessaria per respingere la proposta avanzata dal Consiglio.

Sicurezza e Privacy

La scansione volontaria, rientra nei temi delicati del bilanciamento tra il diritto alla privacy dei cittadini e la necessità di mantenere una rete sicura. L’obiettivo dichiarato è la protezione dei minori da contenuti illegali. Tuttavia, vi sono preoccupazioni circa l’efficacia della scansione e il rischio di abusi da parte delle tecnologie di riconoscimento automatico e di identificazioni errate.

La scansione non riguarda le comunicazioni protette da crittografia end-to-end, una misura cruciale nel garantire la privacy. Questo chiarimento è stato inserito per limitare a priori l’ambito della misura. Ciò nonostante, l’effettiva applicazione di questa esenzione non è scontata, come spiega Patrick Breyer, ex parlamentare e attivista per la privacy.

Ritorna il Chat Control 1.0

La deroga alla direttiva ePrivacy, prevista inizialmente fino al 2026, scade il 3 aprile 2026. Il Consiglio non aveva raggiunto un accordo sulle modifiche proposte dal Parlamento né su una proroga del termine. Successivamente, il Consiglio ha presentato nuovamente il testo al Parlamento per una seconda lettura, fissando il termine per il 3 aprile 2028, come richiesto in origine dalla Commissione europea.

Questa mossa procedurale, ritenuta legale ma discutibile, limitava le opzioni del Parlamento. Per bloccare la proposta era necessaria una maggioranza assoluta di 360 eurodeputati. Nelle due votazioni del Parlamento, tenutesi nel giorno prima della pausa estiva, questa soglia non è stata raggiunta.

In definitiva, sono stati approvati solo due emendamenti: la scansione non può avvenire se il servizio utilizza la crittografia end-to-end e in caso di ricerca di contenuti non precedentemente rilevati. Tuttavia, come sottolinea Breyer, queste modifiche hanno un significato simbolico, poiché nessun provider effettua in realtà quelle specifiche attività.

Perspective futuri e negoziati

Ora il testo deve tornare al Consiglio, che avrà tre mesi per esprimersi sull’approvazione degli emendamenti. Se le due istituzioni non raggiungeranno l’accordo, seguirà una conciliazione, una procedura formale per giungere a un accordo su testo legislativo definitivo.

Patrick Breyer ritiene che la scansione delle comunicazioni private verrà estesa fino al 2028. Parallelamente proseguono i negoziati sulla versione aggiornata del Chat Control “2.0”, considerato la soluzione permanente. L’accordo tra Parlamento e Consiglio, in base alle informazioni disponibili, potrebbe arrivare presto.

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    • E’ in corso una discussione per capire se la scansione dovrà limitarsi esclusivamente alle persone sospette o potrebbe estendersi a tutti gli utenti.
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In sintesi, il dibattito sul Chat Control tocca temi molto delicati e richiede una costante vigilanza da parte dei legislatori per conciliare l’esigenza di proteggere i bambini con il rispetto della privacy di tutti gli utenti.