Introduzione al nuovo formato pubblicitario

OpenAI ha annunciato che, oltre alle inserzioni già presenti nella parte inferiore dello schermo durante le conversazioni testuali, mostrerà pubblicità anche quando l’utente richiede la generazione di immagini con ChatGPT. I test sono limitati agli Stati Uniti e inizieranno a fine ottobre, con l’obiettivo di valutare l’accettazione da parte degli utenti e l’impatto economico.

Motivazioni economiche dietro la decisione

Le aziende che operano nel campo dell’intelligenza artificiale spendono miliardi di dollari all’anno per costruire e gestire data center. OpenAI, infatti, non riesce a coprire tutti i costi esclusivamente con gli abbonamenti, anche se il servizio ha più di 1,2 miliardi di utenti settimanali. Per questo motivo ha introdotto la pubblicità nei piani Free (gratuito) e Go (abbonamento entry‑level a 8 euro al mese).

Come funziona la pubblicità nelle chat testuali

Quando l’utente chiede informazioni su un prodotto o un servizio, ChatGPT mostra nella parte inferiore dello schermo un’inserzione correlata. L’annuncio è separato dalla risposta del chatbot, è etichettato con la dicitura “Annuncio” e include nome, logo, una breve descrizione e il link al sito del venditore. Questa separazione è stata pensata per non confondere l’utente sulla provenienza della risposta.

Estensione alle immagini generate

A partire da fine mese, gli utenti statunitensi vedranno inserzioni anche durante il processo di creazione delle immagini. Le pubblicità saranno visualizzate come elementi distinti accanto o sopra le anteprime generate, senza alterare il contenuto dell’immagine né interferire con la risposta testuale di ChatGPT. Il design prevede un layout pulito, con un’etichetta chiara che identifica l’elemento come “Annuncio”.

Restrizioni e controlli di qualità

OpenAI ha stabilito una serie di restrizioni per evitare che gli annunci compaiano in contesti sensibili o non appropriati. Le regole proibiscono pubblicità su temi legati a armi, contenuti per adulti, prodotti finanziari ad alto rischio e altri argomenti considerati delicati. Per garantire il rispetto di queste norme, OpenAI utilizza sia sistemi di revisione automatica sia interventi umani, che analizzano le inserzioni prima della pubblicazione.

Strumenti di misurazione e reportistica

Con l’introduzione del nuovo formato, OpenAI ha anche lanciato una piattaforma dedicata alla misurazione dell’impatto delle inserzioni. Disponibile da maggio, la piattaforma consente agli inserzionisti di monitorare le metriche di conversione, il tasso di click‑through e l’interazione degli utenti con le immagini generate. Gli inserzionisti possono così ottimizzare le campagne in base ai dati raccolti.

Prospettive per l’Italia e l’Europa

Sebbene i test siano attualmente limitati al territorio statunitense, è molto probabile che il modello venga esteso anche all’Italia e ad altri paesi europei entro pochi mesi, come è già avvenuto per la pubblicità testuale. OpenAI ha indicato che la diffusione seguirà un approccio graduale, tenendo conto delle normative locali sulla pubblicità digitale e della risposta degli utenti.

Riepilogo dei punti chiave

    • Test della pubblicità visiva avviati negli USA a fine ottobre.
    • Formato disponibile per utenti Free e Go (8 €/mese).
    • Annunci separati, etichettati “Annuncio”, con nome, logo, descrizione e link.
    • Restrizioni su argomenti sensibili, con revisione automatica e umana.
    • Piattaforma di analytics per monitorare conversioni e click‑through.
    • Espansione prevista per l’Italia e l’Europa entro pochi mesi.