Claude Code Projects è ora disponibile per tutti gli abbonati Pro e Max che si trovavano in lista d'attesa. Lo ha annunciato il 9 ottobre 2026 ClaudeDevs, l'account di Anthropic per gli sviluppatori, ventidue giorni dopo l'avvio della beta del 17 settembre.
Claude Code Projects è la funzione di Claude Code che raccoglie in un unico progetto, con obiettivo, repository e file, più conversazioni di lavoro (thread) che Claude esegue nel cloud. Si apre dalla voce Projects nella barra laterale di claude.ai/code. Il lancio di settembre aveva aperto la funzione a una parte soltanto degli abbonati. Tutti gli altri erano finiti in coda. Ora la coda si è svuotata, almeno a leggere il post, che si chiude con un video di quattro minuti pensato per chi parte da zero. È il secondo capitolo di una storia cominciata con i thread paralleli nel cloud. Conviene capire che cosa cambia davvero per chi entra adesso.
Di recente Linus Torvalds ha dichiarato di aver scritto una patch del kernel Linux con Claude Code.
Provalo subito
Si apre da claude.ai/code, dalla scheda Code dell'app desktop o dalle app mobili. Serve un piano Pro o Max e, per lavorare sul codice, un repository su github.com con la Claude GitHub App installata. I piani Team ed Enterprise non sono ancora inclusi.
Cosa cambia dopo il 17 settembre
Il post è asciutto, due frasi e un video. ClaudeDevs scrive di aver fatto entrare ogni utente Pro e Max rimasto in lista d'attesa e rimanda a un walkthrough di quattro minuti, caricato direttamente su X e non su YouTube.
We just let in every Pro and Max user from the Claude Code Projects waitlist! If you're new to Claude Code Projects, here's a 4 minute walkthrough to get you started.
— ClaudeDevs (@ClaudeDevs) October 9, 2026
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Quello che il post non dice pesa quanto quello che dice. Non parla di nuove iscrizioni e non indica date per Team ed Enterprise. La documentazione ufficiale, nella versione consultata il 10 ottobre, continua infatti a descrivere un rilascio graduale e rimanda alla lista d'attesa chi non vede la voce Projects nella barra laterale. Resta quindi da verificare come si comporti la funzione con le richieste di stamattina. Il tweet copre chi era già in coda, non chi si iscrive adesso. Anthropic non ha pubblicato tempi per queste ultime.
Chi può usare Claude Code Projects adesso?
Claude Code Projects può essere usato dagli abbonati Pro e Max a cui Anthropic ha attivato la funzione, ossia (stando al post di ClaudeDevs) tutti quelli che erano in lista d'attesa il 9 ottobre. I piani Team ed Enterprise non sono ancora inclusi, come indica la documentazione ufficiale.
| Piano | Stato di Projects | Da sapere |
|---|---|---|
| Pro | Aperto a chi era in lista | Il limite arriva prima |
| Max | Aperto a chi era in lista | Stessi limiti del piano |
| Team | Non disponibile | Per i canali Slack c'è Claude Tag |
| Enterprise | Non disponibile | Nessuna data annunciata |
Nelle prime settimane il criterio d'ingresso era più stretto. La documentazione cita gli account che avevano già usato le sessioni cloud di Claude Code (l'offerta di credito collegata a quel lancio scadeva il 7 ottobre) e che non avevano progetti nella chat di claude.ai né in Cowork. È un dettaglio che spiega perché due colleghi con lo stesso abbonamento hanno visto cose diverse per tre settimane.
Dove si trova e come parte
Il punto d'ingresso è la voce Projects nella barra laterale di claude.ai/code, la stessa che compare nella scheda Code dell'app desktop e nelle app mobili per iOS e Android. Da lì i passi sono pochi.
- Apri Projects nella barra laterale e scegli New project (in browser si può andare direttamente a claude.ai/code/projects/browse).
- Dai un nome al progetto, l'unico campo obbligatorio. Obiettivo e repository si aggiungono anche dopo, insieme a file e cartelle di Google Drive.
- Premi Create project e scrivi il primo compito nella conversazione.
Esiste una scorciatoia per chi lavora già nel cloud. Dal menu di una sessione in corso si sceglie Continue as project; Claude propone la configurazione a partire da ciò che la sessione stava facendo. La sessione originale resta nell'elenco e, se era a metà di un turno, continua a girare finché non la si ferma a mano.
Una volta partito, il progetto ha quattro schede. Overview mostra quali thread sono finiti, quali pull request aspettano una revisione e quale thread è fermo in attesa di una risposta, Library raccoglie i file caricati e quelli prodotti dai thread; le altre due elencano le pull request aperte e le routine pianificate. Dal telefono si seguono e si correggono i singoli thread, cosa che Claude Code sapeva già fare con le sessioni dal 22 agosto.
Prima del primo progetto
Per lavorare sul codice servono tre cose in regola. Il repository deve stare su github.com (GitHub Enterprise Server, GitLab o Bitbucket restano fuori), l'account GitHub collegato deve avere il permesso di push e sul repository va installata la Claude GitHub App. Il token creato con /web-setup, che basta alle altre sessioni cloud, non basta ai thread di un progetto.
Al primo giro c'è un dettaglio che sorprende. Se non scrivi niente per primo, Claude appena creato il progetto fa un turno per conto suo e lo addebita al tuo piano. Può avviare un thread che esplora il repository senza toccarlo e pubblicare le Setup recommendations, ossia repository da aggiungere e routine da creare, più i thread che potrebbe lanciare. Ogni raccomandazione parte già attivata, quindi conviene spegnere ciò che non serve prima di confermare.
Le istruzioni di progetto (fino a 16.000 caratteri) arrivano a ogni nuovo thread, mentre la memoria condivisa raccoglie requisiti e decisioni, più le trappole già incontrate. È la stessa idea della memoria unificata tra chat e Cowork, con un perimetro più stretto (il singolo progetto).
Il conto lo paga il piano
Un progetto non ha una tariffa a parte. Consuma gli stessi limiti delle altre sessioni di Claude Code e, avvisa la documentazione, li consuma più in fretta, soprattutto su Pro. Non esiste un numero massimo di thread in parallelo, perché Claude ne avvia quanti ne servono. Il solo tetto imposto è di 200 nuovi thread al giorno su tutti i progetti.
Quando un thread tocca il limite del piano, aspetta e riparte da solo alla riapertura della finestra. Si supera il limite soltanto con i crediti d'uso attivati a mano sull'account; un thread non può accenderli al posto tuo.
Tre meccanismi gonfiano il conto senza farsi notare. Il primo è la conversazione del coordinatore, che legge ciò che i thread riportano e decide il passo dopo. Il secondo sono i thread che sorvegliano una pull request e si risvegliano quando la CI fallisce o arriva un commento. Il terzo è il follow-up a un thread fermo da più di un'ora (la cache dura un'ora su Pro e Max), che obbliga a rileggere l'intera conversazione prima di rispondere.
Un progetto senza thread attivi non consuma nulla; lo stesso vale per uno archiviato. Per vedere dove finiscono i token c'è la voce Usage nelle impostazioni del progetto, con il dettaglio per thread e per modello. Anthropic aveva già ritoccato il comportamento al limite con lo stop morbido sulle cinque ore; qui il meccanismo è lo stesso in grande, perché si aspetta e basta. È qui, più che nell'accesso, che si deciderà se Projects resta in uso. Con la lista svuotata, la domanda per chi ha un Pro non è più "posso entrare?" ma "quanti thread posso permettermi prima di cena?".
Dove il coordinatore si ferma
Il coordinatore smista, ma non risolve tutto. I conflitti di merge fra thread che toccano gli stessi file restano a carico dello sviluppatore, come sottolinea heise online; nessun pannello Overview li fa sparire.
I thread girano nel cloud per impostazione predefinita. Per un compito che richiede un database locale o uno strumento presente soltanto sul PC, la funzione non è quella giusta. La documentazione ufficiale non fa cenno a un'eventuale versione locale dei thread, ma la necessità potrebbe spingere Anthropic a intervenire.