Il 19 maggio 2026, Google ha presentato Gemini Spark, un agente AI progettato per operare continuamente, scrivere email, redigere documenti, monitorare le caselle di posta e, in futuro, effettuare acquisti, persino quando il laptop dell'utente è chiuso e il telefono bloccato. L’annuncio, effettuato durante il Google I/O 2026, segna un passo decisivo nell’evoluzione del suo AI Assistant verso un sistema autonomo. Google non è l’unica ad avanzare in questo percorso: Microsoft, OpenAI, Anthropic e Apple si contendono il campo, con tecnologie che non si limitano ad ascoltare, ma a svolgere compiti complessi.

“Viviamo un periodo in cui le persone richiedono valore reale da prodotti utilizzati quotidianamente,” ha dichiarato Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, in un briefing stampa. Con Spark, l’uso quotidiano dell’AI diventa continuo, grazie a un agente che opera ininterrottamente su Google Cloud senza richiedere aprire il laptop o tenere il telefono acceso.

Questo lancio arriva in un momento critico per l’industria tecnologica, con aziende come Google, Microsoft, OpenAI, Anthropic e Apple che competono per sviluppare agenti AI che non si limitino a conversare, ma a agire, automatizzando processi multi-step con sempre meno supervisione umana. Al contempo, crescono le preoccupazioni su questioni di fiducia, limiti di spesa e il rischio di errori nella comprensione dell’AI.

Spark inizierà a essere distribuito questa settimana a un piccolo gruppo di sperimentatori affidabili, seguito da una beta aperta agli abbonati Google AI Ultra negli Stati Uniti la settimana successiva.

A differenza degli assistenti AI tradizionali che attivano solo su richiesta, Gemini Spark presenta un’architettura diversa. Funziona in modo persistente su infrastrutture di Google Cloud, alimentato tanto dal nuovo modello Gemini 3.5 Flash quanto dal cosiddetto sistema Antigravity — la stessa tecnologia dietro gli strumenti per sviluppatori interni dell’azienda.

Praticamente, Spark è in grado di ricevere un’istruzione complessa come “invia al capo un aggiornamento raccogliendo dati di vendita da una condivisa foglia di calcolo e dal nostro documento di presentazione” e di eseguirla attraverso applicazioni Google senza ulteriore interazione umana. L’agente può estrarre informazioni da email, documenti e calendari, sintetizzarli e produrre un documento pronto.

Durante il briefing, Josh Woodward, VP di Google Labs, Gems App e AI Studio, ha illustrato un uso con una frase evocativa: “Quando lo utilizzate vi sentirete come se buttaste qualcosa alle spalle e lui lo afferrasse, riuscendo comunque a completare il lavoro.”

L’architettura basata su cloud è una scelta deliberata. Perché Spark possa svolgere i propri compiti senza dipendere dallo stato del dispositivo, Google ha sfruttato server remoti. Questo permette di completare attività anche se l’utente ha abbandonato il dispositivo. Gli scenari includono studenti richiesti di creare una guida per lo studio che si aggiorna in tempo reale, imprenditori che affidano alla piattaforma il monitoraggio della posta per individuare potenziali clienti, o genitori incaricati di organizzare eventi nel quartiere — gestendo RSVP, coordinando doni e cercando locali. Tali scenari non sono ipotetici. Secondo Woodard, esse rappresentano esattamente gli usi effettivi segnalati dagli utenti in fase sperimentale.

Nelle prossime settimane, Google intende espandere significativamente le capacità di Spark. Tra i passaggi programmati, saranno introdotte connessioni per oltre 30 partner terzi, tra cui Canva, OpenTable e Instacart. Gli utenti saranno inoltre in grado di contattare Spark direttamente tramite e-mail e messaggi di testo, di creare agenti secondari per compiti specializzati e di collegarlo a Chrome per compiere azioni via web. L’anno prossimo arriverà una nuova interfaccia su Android, chiamata Android Halo, che fornirà un riepilogo costante dei compiti in corso, visibili in alto sullo schermo del telefono.

Nonostante la sua ambizione, Spark affronta una sfida fondamentale che ogni agente autonomo ha affrontato finora: come si può fidarsi di un sistema autonomo che agisce nel proprio interesse — soprattutto quando in ballo c’è il denaro?

Google è fortemente consapevole di questa problematica. Quando un giornalista chiese in conferenza stampa come il sistema eviti acquisti non autorizzati, Josh Woodward ha risposto con un'affermazione sorprendentemente onesta: “Nel team spesso ci pensiamo come fosse dare a un adolescente la loro prima carta prepagata: insomma, bisogna limitarne l’accesso e impostare restrizioni — questo per noi sarà esattamente lo stesso approccio.”

Alla sua uscita, Spark non effettuerà acquisti autonomi. Gli utenti dovranno verificare e approvare ogni transazione. Google ha però predisposto per il futuro l’infrastruttura necessaria. Vidhya Srinivasan, responsabile del team Google Ads e Commerce, ha presentato l’Agent Payments Protocol (AP2), un sistema progettato per consentire agli agenti AI di effettuare acquisti sicuri entro limiti stabiliti dagli utenti.

Il sistema funziona così: l’utente indica specifici marchi, prodotti e soglie di spesa che si sente a proprio agio nel permettere. Quando i criteri corrispondono, l’agente effettuerà automaticamente l'acquisto. L'AP2 crea un link trasparente e verificabile tra l’utente, il venditore e i sistemi di pagamento, utilizzando tecnologie rispettose della privacy e di autorizzazioni indelebili per garantire che l’agente agisca nell’ambito dell'autorizzazione. Inoltre, AP2 genera un tracciato digitale permanente, in modo che se un reso dovesse avvenire, l’utente e il venditore abbiano accesso al medesimo registro.

Google prevede di avviare l’implementazione di AP2 nei propri prodotti entro i prossimi mesi, a partire da Gemini Spark.

Il tutto è fondato sull’Universal Commerce Protocol (UCP), un nuovo standard di origine aperta lanciato da Google, che fornisce un linguaggio comune tra agenti intelligenti e sistemi commerciali per il processo di acquisto. Il consiglio tecnico per il UCP Tech Council ora comprende Amazon, Meta, Microsoft, Salesforce e Stripe. Questo è un raggruppamento notevole che sottolinea quanto l'industria consideri cruciale la prospettiva del commercio guidato dagli agenti