Hark si prepara a intraprendere una grande avventura con una Serie A da 700 milioni di dollari, una mossa che lo valuta ad un miliardo e mezzo di dollari in capitalizzazione post-fondo. La società sta lavorando segretamente allo sviluppo di un sistema AI che potrebbe essere un punto di accesso universale al mondo digitale.
Hark, fondata nel 2025, non ha voluto esporre troppi dettagli del prodotto che si propone di lanciare nel corso prossimo. Sappiamo però che il CEO Brett Adcock, ex fondatore di Figure.AI e Archer, ha contribuito inizialmente con 100 milioni di dollari del proprio denaro. Questa visione ambiziosa sta attirando diversi investitori riconosciuti, tra cui Parkway Venture Capital, Nvidia, AMD e Qualcomm.
Obiettivi Principali di Sviluppo
I 700 milioni di dollari permetteranno ad Hark di accelerare lo sviluppo e l'implementazione di nuovi modelli AI multimodali. La società punta a rilasciare quei modelli entro l'estate del 2026. Questi modelli formeranno la base di una piattaforma AI personale capace di interagire con prodotti esistenti e servizi. Seguiranno anche dispositivi hardware dedicati.
Gli Obiettivi di Investimento
Oltre a supportare lo sviluppo tecnico, i nuovi fondi andranno ad alimentare il reclutamento di personale per hardware, design del prodotto e ricerca in IA. Inoltre, Hark investirà in infrastrutture di calcolo con l'acquisto di componenti avanzati, come i GPU Nvidia B200.
L'Importante Ruolo di Abidur Chowdhury
Abidur Chowdhury, ex dirigente Apple nel reparto prodotti, ora ricopre la posizione di Direttore del Design presso Hark. Quando è stato interpellato da TechCrunch sulla natura esatta del lavoro della sua squadra, non ha fornito nuovi dettagli. Tuttavia, ha ammesso che i test effettuati presso l’azienda hanno colpito molti dei loro investitori.
- Hark si distingue da Anthropic e OpenAI per una focalizzazione diversa su dispositivi nativi e interfacce di utente.
- Chowdhury sottolinea l’importanza di creare prodotti AI per persone ordinarie.
- I sistemi non devono solo aiutare gli sviluppatori software, ma anche gli utenti finali.
“Non ho visto niente che possa realmente aiutare la persona normale”, ha detto Chowdhury riferendosi ai prodotti AI esistenti. “Molti stanno costruendo strumenti tecnologici, che funzionano e portano risultati, ma non abbiamo davvero toccato la vita dell’utente medio finora.”
Le Criticità e i Rischi
Può essere difficile fornire al sistema AI un contesto abbastanza completo della vita dell’utente senza invadere la sua privacy. Anche dispositivi indossabili come gli occhiali Android non hanno ancora risolto questa problematica. Tuttavia, quando TechCrunch ha chiesto a Chowdhury di commentare su come poter gestire questa sfida, lui ha solo sorriso e risposto: “Suona come se potrebbe creare un prodotto davvero interessante.”
Benché siano tante le domande aperte riguardo a Hark, la società dimostra di avere un focus netto e una squadra eccellente. Con l'aiuto di un team esperto e di nuovi investitori di alto profilo, Hark punta alta: al futuro dell’interfaccia AI universale.