Nel panorama dell’intelligenza artificiale, pochi nomi hanno suscitato tanto interesse negli ultimi mesi quanto Decart AI, la start‑up fondata nel 2023 da tre ingegneri israeliani e con sede a San Francisco. Il suo modello proprietario, soprannominato “Lucy”, è considerato una delle innovazioni più promettenti per lo sviluppo di sistemi di linguaggio avanzati, tanto da attrarre l’attenzione di colossi tecnologici come Amazon, Nvidia e il concorrente Anthropic.

Origini e valutazione della start‑up

Decart AI è nata all’inizio del 2023 con l’obiettivo di creare modelli di linguaggio di nuova generazione basati su architetture più efficienti dal punto di vista energetico e computazionale. Dopo pochi mesi di sviluppo, la società ha raggiunto una valutazione di quasi 4 miliardi di dollari, come attestato da una foto di Reuters pubblicata in primavera 2024. Questa valutazione è stata possibile grazie a:

    • Un team di ricerca altamente qualificato, con esperienza in aziende di punta del settore.
    • Una tecnologia proprietaria capace di ridurre i costi di addestramento rispetto ai modelli tradizionali.
    • Partnership iniziali con aziende del settore cloud per la sperimentazione della piattaforma.

La corsa all’acquisizione

Fin dal suo inizio, Decart ha attirato l’interesse di importanti investitori e potenziali acquirenti. Nel primo semestre del 2026, Nvidia aveva manifestato una forte volontà di acquistare la start‑up, vedendo in “Lucy” una potenziale integrazione con la sua piattaforma di GPU e con la suite di soluzioni IA per i data‑center. Tuttavia, le trattative con Nvidia non sono culminate in un accordo definitivo.

Nel frattempo, Anthropic, la società fondata da ex‑OpenAI e attualmente impegnata nella preparazione di una futura IPO prevista per novembre, è entrata nella “collina” di Decart all’estate. Anthropic aveva pianificato un’offerta, ma a inizio settembre ha deciso di ritirarsi, “gettando l’asciugamano” di fronte a problemi di valutazione e a pressioni degli investitori per concentrare le risorse sul lancio in borsa.

Amazon entra in scena

Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti vicine al dossier, Amazon sarebbe ora in trattativa avanzata con Decart AI e pronta a proporre un’offerta di 7 miliardi di dollari. Questo importo supera di un miliardo la proposta di Anthropic, indicando una forte volontà da parte di Amazon di assicurarsi il controllo di “Lucy” prima che la concorrenza possa rafforzarsi ulteriormente.

L’interesse di Amazon va oltre la semplice acquisizione di tecnologia. L’azienda ha infatti annunciato, nei mesi precedenti, una strategia di integrazione più profonda dell’IA generativa nei suoi servizi di cloud (AWS) e nei prodotti consumer, come Alexa. L’acquisto di Decart consentirebbe ad Amazon di:

    • Arricchire la propria offerta di modelli di linguaggio personalizzati per i clienti enterprise.
    • Ridurre la dipendenza da fornitori esterni di AI, come OpenAI.
    • Accelerare lo sviluppo di funzionalità conversazionali avanzate per i dispositivi domestici.

Il valore strategico di “Lucy”

“Lucy” è stato descritto come un modello di linguaggio di prossima generazione, capace di gestire grandi volumi di dati con un consumo energetico inferiore rispetto ai concorrenti più noti come GPT‑4. La tecnologia si basa su una nuova architettura di transformer ottimizzata per l’esecuzione su hardware Nvidia, ma con possibilità di portabilità su altri chip, incluso il proprio ASIC di Amazon.

Dal punto di vista commerciale, “Lucy” offre anche:

    • Una migliore capacità di adattamento a domini specifici, grazie a un sistema di fine‑tuning più rapido.
    • Un’API flessibile, pronta per l’integrazione con piattaforme cloud esistenti.
    • Garanzie di sicurezza avanzate, con meccanismi di filtraggio dei contenuti e mitigazione dei bias.

Impatto sul mercato dell’IA

L’operazione, se conclusa, avrà conseguenze rilevanti su più fronti. In primis, rafforzerà la posizione di Amazon nel segmento AI‑cloud, dove attualmente compete con Microsoft Azure e Google Cloud. Inoltre, il fatto che Nvidia e Anthropic abbiano già mostrato interesse dimostra quanto “Lucy” sia considerato un “asset” critico nella corsa alla supremazia dell’IA generativa.

Un altro effetto potenziale riguarda le valutazioni di mercato di altre start‑up specializzate in modelli di linguaggio. L’offerta di 7 miliardi di dollari potrebbe stabilire un nuovo precedente di prezzo, spingendo le valutazioni verso l’alto per società simili in fase di raccolta fondi.

Reazioni di Nvidia e Anthropic

Nvidia, pur avendo perso l’opportunità di acquisire Decart, continua a investire massicciamente in Europa, con una dichiarazione del suo CEO Jensen Huang che l’anno precedente ha speso 8 miliardi di dollari nella regione. La società sta puntando su partnership strategiche con player locali per mantenere la leadership nella fornitura di hardware per IA.

Anthropic, invece, si sta concentrando sulla preparazione della sua IPO, prevista per novembre 2026. La decisione di non procedere con l’acquisto di Decart è stata motivata dalla necessità di preservare capitale per l’espansione internazionale e per lo sviluppo dei propri modelli proprietari, come “Claude”.

Prospettive future per Amazon

Se Amazon dovesse concretizzare l’acquisizione, si aprirebbero diverse linee di sviluppo:

    • Integrazione di “Lucy” nei servizi di AWS, creando nuove offerte di IA as‑a‑service per le imprese.
    • Potenziali miglioramenti per Alexa, con capacità conversazionali più naturali e contestualmente più sicure.
    • Possibilità di sviluppare hardware dedicato, sfruttando i propri chip Graviton per ottimizzare le prestazioni del modello.

Queste mosse rafforzerebbero la strategia di Amazon di diversificare le proprie fonti di reddito, riducendo la dipendenza dal retail tradizionale e puntando sul settore tecnologico ad alta marginalità.

Conclusioni

Decart AI, ancora giovane ma già valutata quasi 4 miliardi di dollari, è diventata il fulcro di una competizione tra i maggiori protagonisti dell’intelligenza artificiale. L’offerta di Amazon, pari a 7 miliardi di dollari, evidenzia quanto il mercato sia disposto a investire per assicurarsi tecnologie di frontiera come “Lucy”. La decisione finale sull’acquisizione determinerà non solo il futuro di Decart, ma anche l’equilibrio di potere tra i giganti del cloud e dell’IA nei prossimi anni.