Fitbit è stata rimpiazzata da Google Health. Gli allenamenti richiedono tre livelli di navigazione. Gli utenti vogliono tornare all’app precedente.

L'app Fitbit non esiste più

L’app Fitbit non esiste più. Al suo posto c’è Google Health, ridisegnata attorno a un coach AI che commenta la passeggiata di 15 minuti al supermercato, e occupa metà della schermata principale. Gli utenti che aprivano l’app per vedere i propri dati di fitness ora devono scorrere oltre le considerazioni dell’AI sulla loro giornata per trovare ciò che cercano.

“Perché devo scorrere paragrafi di slop AI in ogni scheda prima di poter vedere le mie attività e i miei dati?” ha scritto un utente su Reddit.

“Non voglio né ho bisogno di leggere banalità sulla mia passeggiata. Voglio vedere le statistiche della mia corsa mattutina.”

La frustrazione cresce

Gli utenti di FitBit non sopportano il coach AI di Google Health. La schermata principale di Google Health ha una piccola sezione in alto con passi e statistiche base, e poi una finestra grande dedicata agli aggiornamenti dell’attività recente e alle note del coach AI. Non si può riempire la schermata con i propri widget.

Per trovare i dati che nell’app Fitbit erano visibili scorrendo verso il basso nella pagina “Oggi”, come i log degli allenamenti, ora bisogna navigare nella scheda “Salute”, poi scendere alla sezione “Fitness” in “Aree di focus”, dove i log sono visibili sotto “Giorni di esercizio”. Tre livelli di navigazione per ciò che prima richiedeva uno scroll.

Il coach AI può essere disabilitato

Il coach AI può essere disattivato dai Controlli Privacy delle Funzionalità, ma la finestra “Chiedi al Coach” che occupa metà schermata non sembra rimovibile. È vero che non tutti sono furiosi con Big G. Qualcuno ha trovato il coach AI utile, ad esempio per progettare un allenamento usando l’attrezzatura della palestra dell’ufficio o per aggiornare il log del sonno con una sessione mancante. Ma per la maggior parte degli utenti questa app è una delusione enorme e una perdita di tempo totale per risultati minimi. Molti vorrebbero tornare alla vecchia app.

Che i troppo stroppia

Google ha preso un’app che gli utenti usavano per vedere dati, come grafici e statistiche, e l’ha ricostruita attorno a un chatbot AI che commenta quei dati. Per chi vuole un coach conversazionale, è un’aggiunta. Per chi apriva l’app per controllare la corsa mattutina in due secondi, è un solo un intralcio.

È lo stesso copione della nuova Ricerca di Google, l’AI che si inserisce tra la domanda e la risposta, occupando spazio e aggiungendo passaggi inutili. Solo che nella Ricerca è ancora possibile cliccare “Web” per i risultati tradizionali. In Google Health, i dati fitness sono sepolti sotto i commenti di un coach AI, di cui non ci si può sbarazzare.

Persone e AI in sintonia

I progetti personali con il coach AI

    • Progettare un allenamento usando l’attrezzatura della palestra dell’ufficio, con il supporto analitico dell’AI
    • Aggiornare il log del sonno con una sessione mancante, grazie a suggerimenti mirati
    • Impostare piccoli obiettivi fitness quotidiani, seguiti e commentati in tempo reale

I problemi principali dell’interfaccia

    • Accesso troppo complicato ai log degli allenamenti, richiedendo tre tap per arrivare al contenuto
    • Schermata iniziale sovraccarica, con informazioni secondarie che distolgono da quelle realmente importanti
    • Coach AI intrusivo, senza opzioni di personalizzazione estesa o completo disattivamento
    • Necessità di interagire con commenti non richiesti, prima di poter accedere alla statistica desiderata

Conclusione: Un dibattito aperto

La sostituzione di Fitbit con Google Health segna una svolta nell’approccio di Big G nei servizi dedicati alla salute e al fitness. Tuttavia, l’ingresso di un coach AI non ha soddisfatto le aspettative di tutti gli utenti. Mentre alcuni hanno apprezzato l’approccio conversazionale, per molti si è rivelato una distrazione inutile. L’app sembra ignorare la richiesta principale: la visualizzazione diretta dei dati dell’utente. Per chi cerca semplicità e immediatezza, Fitbit rappresentava una scelta chiara. Ora i commenti tecnici sottolineano un trend per cui l’AI non sempre si sposa con l’esperienza utente.

Una lezione chiara emerge da questa transizione: l’app per fitness deve rispettare il bisogno di velocità, chiarezza e accesso diretto. Solo allora si guadagnerà la fiducia e la fedeltà degli utenti.