Le giornate del "prompt engineer" sembrano ormai in via di sparizione. Boris Cherny, che ha creato Claude Code per Anthropic, ha scritto in un post su X di martedì che non è più necessario utilizzare prompt lunghi e formulati per ottenere buoni risultati dai modelli. Man mano che questi modelli migliorano, la necessità di perfezionare la richiesta si è ridotta drasticamente.

Parlare all'IA come un collega

Cherny ha affermato che gli utenti dovrebbero rivolgersi a Claude esattamente come farebbero con un collega di lavoro. "Non esiste un segreto per il prompting. Non c'è bisogno di essere eccessivamente schematici o prescrittivi per la maggior parte dei compiti", ha scritto. Questo approccio rappresenta un cambiamento netto rispetto alle pratiche precedenti, quando gli utenti si scambiavano clausole aggiuntive e frasi magiche per convincere i chatbot a eseguire i loro desideri.

Un tempo, Anthropic's Claude era spesso oggetto di meme con una frase prompting comune: "Non fare errori". Ora, Cherny suggerisce di strutturare le richieste in tre punti fondamentali: cosa si vuole che l'IA faccia, quanto impegno vuole che spenda e come deve verificare di aver fatto la cosa giusta.

Il potere di Opus 5.5

Cherny ha anche condiviso uno dei suoi prompt. Era un messaggio informale che chiamava un episodio di podcast "davvero fantastico" e chiedeva a Claude di creare un artefatto basato su di esso. Ha specificato che Claude dovrebbe "usare molti token" e rendere le visualizzazioni migliori di quelle di New Yorker o New York Times.

Una riga del suo prompt ha suscitato alcune discussioni: "Magari aggiungi l'acqua". Un utente di X ha risposto che Cherny dovrebbe essere più definitivo: vuole davvero l'effetto acquerello o no. Cherny ha risposto che Opus 5.5, l'ultimo modello di Anthropic, ha un buon gusto. "Fido che sappia cucinare", ha scritto.

Un esempio di successo

Il creatore ha mostrato anche l'artefatto che Claude ha creato. È stato un lavoro notevole: Claude ha generato diverse grafiche che sembravano acquerelli in tonalità di beige e arancione. Questo risultato ha dimostrato che l'approccio informale e fiducioso può portare a output creativi sorprendenti.

I tre pilastri del prompting

Per riassumere, Cherny identifica tre elementi chiave quando si lavora con i nuovi modelli di intelligenza artificiale:

    • Cosa si desidera che l'IA realizza
    • Quanto impegno deve dedicare al compito
    • Come deve verificare che l'output sia corretto

Questo approccio semplifica notevolmente l'interazione con l'IA, riducendo la pressione di dover scrivere formule perfette e permettendo agli utenti di concentrarsi sul contenuto e sulla creatività.