Il contesto normativo

Il Digital Markets Act (DMA), entrato in vigore nell’ultimo trimestre del 2023, stabilisce regole stringenti per i cosiddetti “gatekeeper” del mercato digitale. Google, identificato come uno dei principali gatekeeper, è stato obbligato a garantire l’interoperabilità di Android con assistenti AI di terze parti e a condividere i dati del motore di ricerca con sviluppatori di chatbot. La Commissione europea ha fissato una serie di modifiche tecniche e scadenze precise, prevedendo anche sanzioni per il mancato rispetto.

Obbligo di interoperabilità AI di Android

Tra le prescrizioni più controverse c’è l’impegno a consentire l’attivazione di assistenti AI tramite una “hotword” comparabile a “Hey Google”. Inoltre, gli assistenti di terze parti devono poter accedere alle app installate sul dispositivo e a componenti hardware come microfono, fotocamera e sensori di movimento. Le modifiche devono essere integrate nella versione Android 18 o, in alternativa, entro agosto 2027.

    • Hotword di attivazione simile a “Hey Google”.
    • Accesso alle app installate.
    • Accesso a componenti hardware (microfono, fotocamera, sensori).
    • Implementazione con Android 18 o entro agosto 2027.

Obbligo di condivisione dei dati di Search

Il secondo caposaldo del provvedimento riguarda il motore di ricerca. Google è tenuta a mettere a disposizione dei concorrenti i dati di Search, comprese le informazioni di ricerca degli utenti, affinché possano essere utilizzati per addestrare e migliorare i chatbot AI. Attualmente queste informazioni sono riservate al modello Gemini, accessibile tramite AI Overview e AI Mode. Le scadenze per l’implementazione variano da agosto 2026 a gennaio 2027, a seconda del tipo di dato coinvolto.

    • Condivisione di dati di ricerca con concorrenti.
    • Accesso per gli sviluppatori di chatbot AI.
    • Scadenze progressive: da agosto 2026 a gennaio 2027.

Il ricorso di Google

Google ha risposto presentando oggi un ricorso al Tribunale Generale dell’Unione europea, chiedendo l’annullamento delle decisioni della Commissione. L’azienda argomenta che le misure richieste costringerebbero a condividere la cronologia di ricerca privata degli utenti senza una sufficiente anonimizzazione, indebolendo le protezioni di sicurezza di Android. “Le persone usano Search per le loro domande più personali, dai problemi di salute alle relazioni intime, e obbligarci a condividere queste ricerche senza garanzie adeguate causerebbe un danno irreversibile alla privacy”, ha dichiarato il portavoce di Google.

Google sottolinea inoltre che l’accesso aperto alle funzionalità di Android potrebbe esporre il sistema a vulnerabilità sfruttabili da attori maligni. L’azienda avverte che gli assistenti AI di terze parti, non soggetti ai rigorosi controlli di sicurezza di Google, potrebbero divulgare accidentalmente dati sensibili degli utenti.

La risposta della Commissione europea

Un portavoce della Commissione ha risposto che le decisioni “tengono attentamente conto dell’integrità e della sicurezza relative alle funzionalità in questione, garantendo al contempo la protezione dei dati personali degli utenti finali”. La Commissione ha ribadito la volontà di difendere le proprie misure in sede giudiziaria, sostenendo che l’interoperabilità è essenziale per creare un mercato digitale più competitivo e per evitare pratiche monopolistiche.

Prospettive per il mercato europeo

Se il tribunale confermerà le decisioni della Commissione, Google dovrà adeguare Android e Search entro le scadenze fissate, rischiando di subire ulteriori sanzioni oltre i 890 milioni di euro già inflitti per due violazioni precedenti del DMA. Un tale scenario potrebbe aprire la strada a nuovi concorrenti nel settore degli assistenti vocali e dei chatbot, aumentando la varietà di soluzioni offerte agli utenti europei.

Al contrario, un annullamento delle prescrizioni potrebbe consolidare ulteriormente la posizione dominante di Google, mantenendo il controllo su Android e sui dati di ricerca. In ogni caso, il caso rappresenta uno dei primi test giudiziari più importanti per l’applicazione pratica del DMA, con potenziali ripercussioni su tutta l’industria tecnologica globale.