Da IO a Replika: il percorso di Eugenia Kuyda
Il 7 ottobre 2014, Eugenia Kuyda salì sul palco di TechCrunch Disrupt e presentò IO, un chatbot conversazionale concepito come concierge di stile di vita. IO aiutava gli utenti a prenotare ristoranti, vacanze e a gestire altre attività quotidiane, ben prima dei grandi avanzamenti del deep learning che avrebbero poi portato ai moderni modelli di linguaggio.
Kuyda ricorda: “Funzionava, era davvero magico… ma ovviamente non è nulla rispetto a quello che abbiamo oggi”. IO era il primo prodotto della sua startup, allora chiamata Luka.
Luka si trasformò poi in Replika, la nota azienda di chatbot companion basata sull’intelligenza artificiale. L’anno scorso, Kuyda ha lasciato il ruolo di CEO di Replika per fondare una nuova impresa: Wabi.
Wabi 2.0: l’assistente AI multigiocatore
Lunedì 20 ottobre 2026, Wabi è stato lanciato per tutti gli utenti. Si presenta come un’app di messaggistica in cui gli utenti possono mantenere più thread agentici dedicati a compiti specifici o a obiettivi a lungo termine.
Ogni thread permette la creazione di app personalizzate: ad esempio, un tracker di perdita di peso all’interno di un thread “salute” o un’app che elenca eventi per bambini in un thread “famiglia”.
Il lancio rappresenta una sorta di “pivot” per Wabi, ma per Kuyda è più un’evoluzione naturale. Nella prima copertura di TechCrunch, Wabi era descritta come una piattaforma sociale dove creare mini‑app con prompt da condividere con amici. Dopo un anno di sviluppo, il team ha capito che gli utenti vogliono software personale ma non desiderano spendere tempo nella sua costruzione.
Automazione delle app con Wabi 2.0
- Collegando l’assistente alla propria email, Wabi genera automaticamente thread e app di base.
- Gli utenti possono richiedere nuove app o aprire nuovi thread in qualsiasi momento.
- L’assistente decide autonomamente quali app costruire, riducendo l’onere di configurazione.
Multithread e multiplayer: la differenza chiave
Kuyda sottolinea che, a differenza di concorrenti come Instinct e Muse, Wabi non concentra tutte le informazioni in un unico thread. “Un’unica conversazione infinita si riempie di contesto e, col tempo, aumenta il rischio di allucinazioni o di perdita di coerenza”, spiega, citando ricerche di esperti di AI.
Con Wabi, i thread possono essere condivisi come chat di gruppo, permettendo a più persone di interagire con lo stesso assistente.
Esempi di thread condivisi
Nel thread condiviso con il suo ragazzo, Kuyda mostra una serie di app che facilitano la vita di coppia:
- Tracker di musica dal vivo.
- Domanda quotidiana sullo stato della relazione.
- Lista di suggerimenti per ristoranti.
- Eventi importanti dal calendario condiviso.
- Consigli di lettura basati sui libri in comune.
Nel thread familiare, le app includono:
- Calendario della figlia.
- Ricerca di eventi kid‑friendly nella zona.
- Quiz di lingua giapponese per la bambina.
Privacy e sicurezza
Wabi è certificata SOC 2, il che garantisce che i controlli di sicurezza dei dati siano stati auditati da terze parti. L’infrastruttura è interamente cloud‑based, con la maggior parte dei dati utente conservati negli Stati Uniti.
Le informazioni personali condivise in un thread sono visibili solo ai partecipanti di quel thread. “Il mio partner può chiedere a Wabi ‘Eugenia è libera giovedì prossimo?’ o ‘Ha comprato i biglietti?’”, afferma Kuyda, aggiungendo che ogni richiesta di dati è tracciata e mostrata a tutti i partecipanti.
Obiettivi sociali e modello di business
Kuyda ricorda che Replika mirava a ridurre la solitudine tramite l’AI. “Wabi condivide lo stesso spirito: l’AI può avvicinare le persone, facilitando attività comuni come andare a un concerto o scegliere il prossimo libro da leggere insieme”.
Al momento Wabi è gratuita e il modello di monetizzazione è ancora in fase di definizione. L’azienda è attivamente impegnata in trattative per raccogliere ulteriori fondi.
Prospettive future
Con l’arrivo di assistenti personali come Muse, Instinct e ora Wabi, il mercato si sta orientando verso soluzioni che non solo eseguono compiti, ma collaborano attivamente con gli utenti in contesti condivisi. La capacità di creare app on‑the‑fly, la gestione multithread e la funzionalità multiplayer di Wabi potrebbero stabilire un nuovo standard per l’interazione uomo‑AI.
Rimane da vedere se la visione originale di Luka, concepita nel 2012, si realizzerà pienamente, ma per ora Eugenia Kuyda ha dimostrato di saper trasformare un’idea pionieristica in un prodotto pronto a sfidare le convenzioni attuali del settore.