L’estonia, con il progetto AI Leap, ha sperimentato un modello educativo audace introducendo chatbot gratuiti in scuole superiori per quasi 20.000 studenti. A differenza di decisioni di alcuni paesi che vietano l’uso dell’intelligenza artificiale in istruzione, l’estonia ha seguito un percorso innovativo che punta a integrare l’IA nella didattica in modo guidato e consapevole. In questo modo il Paese cerca di rispondere alle domande che riguardano il rischio che gli studenti possano pensare meno utilizzando la tecnologia per svolgere compiti scolastici.

Il progetto si colloca in linea con le raccomandazioni dell’UNESCO, che sottolinea il potenziale dell’IA nel ridurre le disuguaglianze educative, migliorare l’apprendimento personalizzato e affrontare le sfide del futuro. L’estonia si presenta come uno dei paesi più tecnologici e avanzati, non solo per essere la nascita di aziende famose come Skype, Wise e Bolt.

Un modello ispirato al metodo socratico

Per supportare studenti e insegnanti, il progetto AI Leap ha adottato una versione personalizzata di ChatGPT, ispirata al metodo socratico. Il chatbot non fornisce risposte dirette, bensì guida il processo di ragionamento, chiedendo domande mirate che spingono gli studenti a riflettere e a costruire autonomamente le risposte. Questo tipo di interazione mira a incentivare il pensiero critico e la creatività, anziché delegare il lavoro intellettuale a una macchina.

I risultati iniziali del pilot show che, circa il 62% degli studenti ha attivato il proprio account e il 35% lo utilizza regolarmente. Alcuni lo usano per approfondire i temi di studio, preparare le verifiche o collaborare con il chatbot su temi complessi. Altri invece lo utilizzano per evitare di impegnarsi nella soluzione diretta dei compiti, e infine una percentuale di studenti rifiutano completamente l’aiuto dell’IA per motivi etici.

Un programma ambizioso

Il programma AI Leap è stato annunciato nel febbraio 2025 dal presidente estone Alar Karis, un ex accademico con esperienza in genetica. Il piano iniziale mira a coinvolgere circa 20.000 studenti e 3.000 insegnanti a partire da settembre dello stesso anno. L’intenzione è quella di espandere il progetto gradualmente, aggiungendo anche 38.000 studenti e 2.000 insegnanti, fino a coprire nuovi alunni del decimo anno delle scuole professionali.

L’obiettivo dichiarato è mantenere il livello eccellente del sistema educativo estone, facilitando l’accesso agli strumenti innovativi di apprendimento, nonché preparando la generazione futura ad affrontare il mondo in cui l’intelligenza artificiale sarà un elemento chiave.

Ricerca e sviluppo con la collaborazione internazionale

I ricercatori estoni, insieme a Stanford e OpenAI, hanno iniziato ad analizzare l’utilità e gli effetti dell’IA nel contesto didattico. Si stanno misurando le competenze cognitive, come il ragionamento, la memorizzazione, l’autostima negli studenti prima e dopo l’introduzione del chatbot. I risultati di questa valutazione dovrebbero essere pubblicati entro la fine dell’anno, offrendo dati concreti sull’effettivo impatto del sistema educativo rinnovato.

Insegnamento rinnovato con l’IA

Gli insegnanti estoni stanno adottando strategie innovative e originali, integrando l’uso dell’IA nella didattica quotidiana. Ad esempio, nelle lezioni su Frankensteine di Mary Shelley, gli studenti hanno dialogato con il ChatGPT impersonato da personaggi storici presenti al famoso incontro del 1816. In un’altra attività formativa, gli studenti hanno scritto a mano i temi, corretto i testi con l’aiuto dell’IA e consegnato comunque le versioni originali. Il tutto con l’obiettivo di sfruttare gli strumenti tecnologici senza perderne la funzionalità pedagogica.

Presso la St. John’s School in Tallinn, si sperimenta il modello di classe capovolta. Gli studenti esplorano i nuovi argomenti tramite i chatbot a casa, riservando le interrogazioni e le discussioni in aula, dove hanno la supervisione diretta degli insegnanti.

Un compagno di esercizio cognitivo

Per molti insegnanti, l’IA non deve sostituire il lavoro mentale, ma accompagnarne lo sviluppo. Essa diventa, dunque, un partner per sperimentare, un interlocutore disponibile che non smette mai di rispondere, consentendo agli studenti di esercitarsi in modo sicuro, in autonomia. Gli obiettivi didattici principali si rivolgono a migliorare il senso critico e a spingere gli studenti a distinguere ciò che sanno davvero da ciò che possono credersi di sapere.

Per ottenere questo risultato, il programma è pensato per rallentare quando necessario, mantenendoli concentrati nel processo di pensiero e nella costruzione logica di conoscenze. L’IA, in questo scenario, svolge la funzione di catalizzatore, non sostituto del lavoro umano.

Esempi di sperimentazione educativa a livello internazionale

Il progetto estone ha ispirato anche altre iniziative internazionali. Negli Stati Uniti, ad esempio, distretti scolastici come quelli di Miami-Dade stanno sperimentando l’integrazione di strumenti come Gemini For Education, con l’obiettivo di fornire risorse tecnologiche ai 100.000 studenti e insegnanti.

In Lituania, il sistema educativo affronta l’introduzione dell’intelligenza artificiale con un quadro di regole che bilancia innovazione, responsabilità e controllo umano. Il governo ha istituito linee guida per regolare l’uso delle tecnologie AI in classe.

Mancanza di quadro normativo in alcuni Paesi

In Spagna, invece, non esiste un regime giuridico uniforme. Molti studenti utilizzano l’AI per compiti scolastici, ma non esiste una guida nazionale a livello educativo. Questo scenario presenta rischi, soprattutto per quanto riguarda l’uso scorretto o irresponsabile delle tecnologie nell’apprendimento, nonché l’insicurezza delle scuole riguardo a come gestire l’intelligenza artificiale.

La competizione globale per l’IA educativa

Il mercato dell’AI educativa è in rapida espansione, e il potenziale vale decine di miliardi di dollari entro il 2030. L’estonia cerca concretamente di posizionarsi al vertice nel mercato, non solo per motivi educativi, ma economici e di leadership innovativa. La stessa tecnologia che potrebbe essere una stampella mentale, sta diventando una risorsa chiave anche nella formazione professionale e nell’economia digitale del Paese.

Domande irrisolte per il futuro

Il dibattito sull’IA nell’istruzione prosegue su un tema cruciale: