La Commissione europea ha ordinato a Meta di consentire l’accesso gratuito ai chatbot artificiali di terzi su WhatsApp finché non verrà completata l’indagine antitrust riguardante le sue politiche discriminatorie. Questo ordine arriva in seguito alle controversie sollevate dopo che Meta aveva inizialmente limitato l’accesso a WhatsApp Business per le AI di terze parti, vietandogli di interagire col servizio.

Una questione regolatoria chiave

Nel corso del 2025, Meta ha introdotto nuovi termini d’uso per WhatsApp Business, prevedendo un ban per i chatbot di terze parti a partire dal 15 gennaio 2026. L’Unione Europea ha immediatamente reagito avviando un’indagine antitrust il 4 dicembre 2025, dopo una segnalazione iniziale.

Dopo circa due mesi, il 7 febbraio 2026, la Commissione ha confermato che Meta aveva violato le norme europee in materia di concorrenza. L’azienda aveva tentato di risolvere il problema imponendo una tariffa alle risposte inviate dai chatbot esterni, con costi che andavano da 0,0490 a 0,1323 euro per risposta.

L’ordine di ripristinare l’accesso

All’inizio di aprile, la Commissione ha precisato che tale soluzione non soddisfaceva le richieste della normativa, in quanto doveva essere garantito l’accesso gratuito. Meta ha quindi concesso l’accesso gratuito per 30 giorni, ma l’azione non è stata sufficiente per accontentare le autorità, che considerano l’urgenza di riparare ai danni potenzialmente gravi per i competitors.

Per questo motivo, la Commissione ha nuovamente ordinato a Meta di ripristinare l’accesso ai chatbot di terze parti con le stesse condizioni in vigore prima del 15 ottobre 2025, quando l’accesso gratuito era già concesso. Meta dovrà rispettare questa richiesta entro cinque giorni lavorativi, altrimenti rischia sanzioni severe.

Le potenziali conseguenze

La decisione della Commissione ha spinto Meta a reagire ufficialmente. Un portavoce dell’azienda ha chiarito che l’accesso gratuito a WhatsApp Business, accordato a OpenAI e ad altre grandi aziende al mondo, sarebbe un eccesso di regolamentazione. Inoltre, il portavoce ha sottolineato che questa decisione colpisce le aziende che contribuiscono alle entrate europee. L’azienda ha dichiarato inoltre la sua intenzione di presentare un ricorso.

    • L’accesso gratuito ai chatbot AI su WhatsApp deve essere garantito
    • Meta deve rispettare il tempo massimo previsto per il cambiamento
    • Qualsiasi mancata conformità comporta potenziali sanzioni fino al 10% delle entrate di Meta

La Commissione ha chiaramente espresso che l’accesso ai chatbot dovrà essere mantenuto per tutta la durata dell’indagine. Si aspetta una decisione definitiva che stabilisca se Meta abbia effettivamente violato le norme di concorrenza. La Commissione, comunque, ha ribadito che l’urgenza di prevenire danni gravi ai concorrenti l’ha spinta ad agire prontamente.

Un passo verso maggiore trasparenza nell’utilizzo degli AI

Con questa decisione, la Commissione europea cerca di aprire nuovi spazi di concorrenza nell’utilizzo degli AI nel settore delle comunicazioni digitali. L’ordine è un chiaro segnale che le grandi aziende non possono limitarsi a discriminare i competitor per proteggere la propria posizione nel mercato tecnologico.

Un passo cruciale per garantire un ambiente competitivo e trasparente. La decisione, se confermata, potrebbe segnare un precedente nella normativa europea riguardante l’AI e l’accesso alle principali piattaforme di messaggistica.