Le aspettative intorno a OpenAI
OpenAI, la società dietro ChatGPT, ha alimentato fin dal suo debutto l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. Molti osservatori credevano che fosse la prima startup del settore a quotarsi in borsa, soprattutto dopo il successo globale del suo chatbot.
Il CEO Sam Altman, però, ha annunciato a metà settembre che l’IPO prevista per il 2026 sarebbe stata rimandata, citando “grandi questioni di sicurezza” della tecnologia. Tuttavia, dietro questa motivazione si nascondono numeri che non sono stati ancora pienamente chiariti.
Il nuovo dato di fatturato
Fino a poco tempo fa, gli analisti stimavano il fatturato annualizzato di OpenAI tra i 68 e i 70 miliardi di dollari. Il Financial Times ha svelato che tale cifra era una sovrastima generale.
Secondo le informazioni fornite a potenziali investitori per la futura IPO, il vero fatturato sarebbe di circa 50 miliardi di dollari. Questo nuovo dato spiega perché Altman sta prendendo più tempo prima di lanciare l’offerta pubblica.
I precedenti 68‑70 miliardi includevano entrate derivanti da partnership con provider cloud, un meccanismo usato per gonfiare le proiezioni e tenere alta la guardia di concorrenti come Anthropic.
Le implicazioni per la valutazione
Con un fatturato così inferiore, la valutazione proposta di 852 miliardi di dollari appare difficile da giustificare. L’IPO di OpenAI prevede di raccogliere circa 30 miliardi di dollari, con l’obiettivo di spingere la capitalizzazione di mercato oltre i 1.400 miliardi di dollari.
Questa discrepanza ha innescato preoccupazioni tra gli investitori, poiché la differenza di 20 miliardi di dollari rispetto alle stime iniziali riduce drasticamente le prospettive di crescita a breve termine.
Reazioni di Wall Street
L’articolo del Financial Times ha generato un clima negativo su Wall Street. La borsa Nasdaq ha chiuso la sessione di giovedì 8 ottobre in calo dell’1,25%. In particolare, i titoli tecnologici più sensibili hanno subito forti ribassi: NVIDIA è scesa del 2,94%, Micron del 4,79% e Oracle del 5,48%.
Alcuni analisti considerano questo un calo momentaneo, mentre altri temono l’inizio di una panico più ampio legato alle valutazioni esorbitanti delle società AI.
Confronto con Anthropic
Anthropic, concorrente diretto di OpenAI, ha recentemente annunciato piani più concreti per una quotazione, guadagnando così l’attenzione di investitori in cerca di opportunità meno rischiose.
Il ritardo di OpenAI potrebbe quindi avvantaggiare Anthropic, soprattutto se la percezione di una “valutazione gonfiata” persiste nella comunità finanziaria.
Prospettive future
Rimane da vedere se Sam Altman adeguerà le proprie ambizioni di IPO o se la società dovrà rivedere ulteriormente le proprie proiezioni di fatturato per riconquistare la fiducia del mercato.
Nel frattempo, gli investitori continueranno a monitorare da vicino le dichiarazioni di OpenAI e le reazioni di Wall Street, mentre il settore dell’intelligenza artificiale resta al centro dell’attenzione globale.