Nel 2024, Apple e OpenAI avevano annunciato una partnership biennale con grande entusiasmo. L'integrazione di ChatGPT nei dispositivi Apple era vista come un passo decisivo verso l'avvento dell'intelligenza artificiale nel settore mobile. Tuttavia, due anni dopo, la collaborazione non solo ha riscosso poco successo, ma l’azienda fondata da Sam Altman sta considerando di intraprendere azioni legali contro Apple per presunta violazione del contratto.
Fallimenti economici e mancanza di visibilità
Fonti interne a OpenAI, citate da Bloomberg, riferiscono che l'integrazione di ChatGPT in prodotti come Siri e altre funzionalità iOS non ha raggiunto le aspettative iniziali. L’applicazione, pur essendo disponibile, è stata definita come “nascosta” e poco visibile agli utenti, portando a ricavi ben al di sotto dei previsti. Un dirigente di OpenAI ha espresso il proprio disappunto, affermando che: “Abbiamo fatto tutto dal punto di vista del prodotto. Loro no, e peggio ancora, non hanno nemmeno fatto uno sforzo onesto”.
Secondo queste fonti, Apple non avrebbe mantenuto le promesse iniziali, e l’OpenAI si sente tradita. L'integrazione non solo non ha portato il successo commerciale sperato, ma si ritiene che non abbia nemmeno ottenuto il giusto riconoscimento, mettendo in difficoltà l’azienda guidata da Sam Altman.
Preoccupazioni di Apple: privacy e sviluppo hardware di OpenAI
Le tensioni tra le due parti non si limitano solo a questioni economiche. Apple ha espresso preoccupazioni riguardo agli standard di privacy di OpenAI e al recente interesse del colosso dell’AI nel settore hardware. Una componente cruciale di questa strategia è stata l’assunzione di Jony Ive e di una squadra di oltre 40 ingegneri ex Apple, con il risultato di un rafforzamento del posizionamento tecnologico di OpenAI nel mercato dell’hardware.
OpenAI spinge sull’apertura del mercato AI
Un aspetto ulteriore che ha contribuito al malcontento da parte di OpenAI è la recente decisione da parte di Apple di aprire il proprio ecosistema ad altri modelli di intelligenza artificiale. Tra questi, si citano Google Gemini e Anthropic’s Claude, che mettono in discussione il ruolo esclusivo precedentemente accordato a OpenAI in Cupertino.
Sebbene la partnership non fosse mai stata pensata come esclusiva, questa strategia di apertura ha alimentato ulteriormente il senso di tradimento da parte di OpenAI, che si sente esclusa nonostante gli enormi sforzi fatti per integrare le sue tecnologie in dispositivi Apple.
Potenziale via legale per OpenAI
Stando alle ultime informazioni, OpenAI sta valutando, attraverso uno studio legale esterno, l'invio di una formale notifica di violazione contrattuale. Sebbene non si escluda l'ipotesi di un’azione legale completa, alcune fonti sottolineano che una causa giudiziaria completa potrebbe essere rimandata. La motivazione principale è legata al processo intentato contro OpenAI da Elon Musk, che è ancora in corso.
Prospettive future e WWDC 2026
Nonostante lo scontro con Apple, OpenAI si prepara a gestire una fase delicata del proprio sviluppo. L’azienda dovrà far fronte alle ambizioni di crescita e a una serie di possibili sfide legali. Nell’immediato, Apple si appresta a svelare la sua strategia AI nel corso del WWDC 2026, previsto per giugno.
Contesto legale: morte di un 19enne
In parallelo a questa controversia con Apple, OpenAI si ritrova coinvolta in un’altra questione legale. Una causa intentata da una famiglia americana accusa il modello ChatGPT di essere responsabile dell’assunzione di una sostanza letale da parte di un adolescente che ha perso la vita. Questo caso ulteriormente complica il contesto già fragile in cui si trova l’azienda di San Francisco.
Per ora, le acque sembrano agitate per OpenAI, che si trova a dover gestire criticità contrattuali, giuridiche e di immagine su più fronti, mentre gli sviluppi con Apple si mostrano incerti. L’anno prossimo potrebbe dunque rappresentare una svolta cruciale per entrambe le parti, non solo a livello tecnologico ma anche in termini giuridici.