Il produttore di ChatGPT, OpenAI, ha presentato all’indomani un’iniziativa per un’offerta pubblica iniziale (IPO), come annunciato lunedì in un post sul blog. La segnalazione giunge pochi giorni dopo che il suo principale rivale, Anthropic, ha presentato ufficiosamente la sua candidatura per diventare una società pubblica. Ciò indica l’accresciuta competizione tra le due aziende leader nel campo dell’Intelligenza Artificiale (AI).

La candidatura di OpenAI

OpenAI, che ha un attuale valore di mercato post-money di 852 miliardi di dollari, ha presentato una richiesta di registrazione definitiva all’IPO all'Ufficio degli Stati Uniti per gli Scambi di Valute (SEC). L’azienda però non ha indicato un numero specifico di azioni o un prezzo per il mercato.

Questa mossa è la prova evidente che il 2026 sarà un anno clou per i mercati pubblici. Il Gruppo SpaceX fondato da Elon Musk è previsto per una IPO con una valutazione di 1,75 trilioni di dollari, rendendolo un’altra potenziale stella nascente nel settore.

Preoccupazioni finanziarie?

Nonostante la corsa all’IPO, OpenAI ha recentemente mancato i propri obiettivi per gli utenti e le entrate, riferisce The Wall Street Journal. Sarah Friar, Chief Financial Officer (CFO), espresso preoccupazione per la capacità dell’azienda di sostenere le sue spese molto elevate sui data center.

A fine marzo, OpenAI ha ottenuto 122 miliardi di dollari in un round di finanziamento storico in Silicon Valley. Di quei fondi, 3 miliardi provengono direttamente dagli investitori al dettaglio tramite canali bancari. Ma l’azienda prevede di spendere l’intero importo per la potenza computazionale legata alla ricerca in AI nel 2028, e di bruciare 85 miliardi di dollari quell’anno, anche dopo un raddoppio delle entrate rispetto all’anno precedente, riferisce nuovamente The Wall Street Journal.

OpenAI non attesterà una flusso positivo di cassa fino al 2030, rivelando una visione ambiziosa, ma anche molto lunga.

Un confronto con Anthropic?

SpaceX, pur essendo in un contesto diverso, fornisce un esempio di quanto elevato possa essere il costo del training dei modelli di linguaggio. Anthropic, invece, presenta agli investitori una serie di dati finanziari più entusiastici. Dichiara di essere vicino a registrare il suo primo utile trimestrale. Con 65 miliardi ricevuti in un round recente e potenzialmente 36 miliardi in debiti allocati per dispositivi a chip in arrivo, il ritmo di spesa di Anthropic non è esattamente modesto.

Gli indizi di interesse

La presentazione segreta all’IPO permette a OpenAI di prepararsi per il mercato pubblico senza rivelare informazioni finanziarie dettagliate o rischi aziendali. Per questo motivo, l’azienda non ha rivelato il prezzo delle azioni né la quantità che intende raccogliere finora. Tuttavia, i mercati secondari forniscono indicazioni su quanto gli investitori siano disposti a pagare.

Anthropic ha recentemente raggiunto una valutazione di 1 trilione di dollari su Forge Global, una piattaforma secondaria di investimento al dettaglio, superando OpenAI che nel mese di aprile aveva una valutazione di circa 880 miliardi di dollari. David Shapiro, presidente e fondatore di OpenVC, ha affermato che i tassi di crescita di Anthropic superano quelli di OpenAI di gran lunga: 123% anno su anno versus 11.3% per OpenAI.

Nonostante l’aumento di valutazione di Anthropic, non si rileva una mancanza di interesse per OpenAI. “Dal punto di vista degli investitori nei mercati secondari, OpenAI ha già ottenuto una fetta considerevole della sua valutazione”, ha affermato Shapiro a TechCrunch. “Non abbiamo visto un crollo significativo in OpenAI né niente di simile, e la valutazione è ancora notevolmente positiva per il mercato, come mostrato dall’indice.”

Shapiro ha aggiunto che il prezzo delle azioni di OpenAI “è aumentato leggermente negli ultimi giorni, indicando che gli investitori potrebbero iniziare a considerarli entrambi come i possibili ‘vincitori’ generali della corsa più ampia al Large Language Model (LLM).”

La competizione per il mercato

La corsa a diventare una società pubblica per prima non è solo una questione di visibilità, ma anche una strategia finanziaria. Gli esperti dicono che chi presenterà l’IPO per primo potrebbe attirare il maggior numero di capitali disponibili, risorse che si stanno riducendo per aziende nel settore AI. Una volta che SpaceX avrà completato la sua IPO, i finanziamenti scarseggeranno.

Inoltre, le informazioni rivelate con la presentazione di Anthropic fissano un benchmark di valutazione che potrebbe limitare quanto OpenAI potrà richiedere quando presenterà la sua offerta pubblica, come riporta un ultimo rapporto di PitchBook. In quest’ottica, OpenAI risulta sovravalutato rispetto ai fondamentali.

OpenAI: dalla nascita ai recenti sviluppi

Fondata nel 2015 come laboratorio di ricerca senza scopo di lucro, OpenAI ha rivoluzionato il panorama dell’intelligenza artificiale quando ha lanciato ChatGPT nel 2022. Da allora ha acceso un’onda di avanzamenti nei modelli di linguaggio di grandi dimensioni in tutto il settore. Oggi l’azienda ha circa 900 milioni di utenti attivi a settimana.

La decisione di passare all’IPO segue un periodo tumultuoso all’interno della società. Il 2022 fu l’anno in cui OpenAI sospese la leadership di Sam Altman per scarsa trasparenza e mancanza di fiducia nel rispetto della missione dell’azienda. La sua nomina fu ripristinata poco dopo, mentre coloro che si erano opposti, tra cui il co-fondatore Ilya Sutskever, lasciati rapidamente.

Gli investimenti, i conflitti, le critiche

Nel corso del 2023 e 2024, OpenAI è divenuta uno dei bersagli principali per le azioni legali. Tra le cause pendenti vi è quella presentata dallo Stato della Florida, che accusa l’azienda e Altman di danni ai bambini, fornendo informazioni a eventuali autori di sparatorie nelle scuole, offrendo consigli per il suicidio e creando una forte dipendenza negli utenti giovani. La Florida ha aggiunto questa causa alle numerose altre che coinvolgono OpenAI e altri creatori di chatbot in seguito ad incidenti, tra cui il suicidio, o a eventi di massa.

Lo scorso mese, OpenAI è andata a giudizio dopo che Elon Musk, uno dei suoi co-fondatori nonché figura di interesse, ha intento causa ai sensi del diritto di non rimanere in una struttura