Immagine del GPT Store

Il negozio virtuale di OpenAI riprende il modello dell’App Store e apre le porte a una nuova economia dell’intelligenza artificiale. Gli utenti potranno non solo acquistare assistenti specializzati, ma anche monetizzare le proprie creazioni, creando un vero mercato per i chatbot.

Come funziona il GPT Store

Su GPT Store gli utenti troveranno una vasta gamma di assistenti: coach di scrittura creativa, ricettari interattivi, bot per l’analisi dei dati, interpreti di meme e persino guide per giochi da tavolo. Per usarli basta cliccare sull’icona corrispondente e sperimentare il chatbot direttamente nell’interfaccia di ChatGPT. L’inaugurazione ufficiale è prevista per la prossima settimana, data comunicata da OpenAI via mail ai “GPT Builders”, gli sviluppatori registrati sulla piattaforma.

    • Coach di scrittura: suggerisce strutture narrative, revisioni stilistiche e idee per racconti.
    • Ricettari AI: risponde a domande su ingredienti, tempi di cottura e variazioni di piatti tradizionali.
    • Analisi dati: elabora set di dati, genera grafici e fornisce insight in linguaggio naturale.
    • Meme decoder: interpreta il linguaggio visivo e testuale dei meme più recenti.
    • Guide per giochi: spiega regole, strategie e suggerisce mosse per giochi di carte e da tavolo.

Il modello di business ricorda quello dell’App Store di Apple: gli sviluppatori ricevono una percentuale delle entrate generate dalle loro applicazioni, incentivando la produzione di strumenti sempre più utili.

Come creare chatbot personalizzati

Chiunque può creare un GPT senza conoscere alcun linguaggio di programmazione. Basta descrivere in linguaggio naturale le funzionalità desiderate e lo strumento OpenAI GPT Builder genera automaticamente il chatbot. Per esempio, è possibile addestrare un bot su libri di cucina affinché risponda a domande sugli ingredienti di ricette specifiche, oppure realizzare un assistente che fornisca consigli di viaggio basati su preferenze personali.

Il processo è semplice: l’utente inserisce una descrizione dettagliata, sceglie eventuali dati di partenza (documenti, articoli, dataset) e avvia la generazione. In pochi minuti il GPT Builder restituisce un assistente pronto all’uso, personalizzabile ulteriormente con le cosiddette “istruzioni personalizzate” introdotte a luglio. Questa barriera ridotta favorisce la nascita di una moltitudine di soluzioni di nicchia, ognuna capace di rispondere a esigenze molto specifiche.

Gli assistenti personali di Meta

Parallelamente, Meta ha annunciato la sua serie di chatbot con “personalità” differenziate. Ognuno avrà un nome, un volto e un’abilità distinti, grazie anche al coinvolgimento di celebrità disposte a “prestare” la propria identità. Tra i nomi più noti troviamo Snoop Dogg e Kendall Jenner, mentre il bot “Bru”, ispirato a Tom Brady, fungerà da commentatore sportivo spiritoso. Un altro esempio è “Zach”, modellato sulla star di YouTube MrBeast, che sarà presentato come “una specie di fratello maggiore”.

Meta intende offrire agli utenti la possibilità di creare il proprio assistente AI “in linea con i propri obiettivi, che tu sia una piccola impresa, un creatore o chiunque altro”. L’obiettivo è rendere la personalizzazione accessibile a tutti, proprio come fa OpenAI con il GPT Store.

Con l’avvio del GPT Store e le iniziative di Meta, il panorama dell’intelligenza artificiale sta rapidamente evolvendo da un modello di consumo passivo a una vera e propria economia di creatori. La capacità di monetizzare le proprie idee, unita alla semplicità di sviluppo, promette di stimolare innovazione e diversificazione, aprendo la strada a un futuro in cui ogni professionista potrà disporre di un assistente digitale su misura.