Un assistente IA per il settore edile: il caso Kiventro

Christoph Maerz, 47 anni, ha fondato a Schweich, nell’area di Trento, lo startup Kiventro, specializzato nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale per le imprese medio‑grandi della regione. Il progetto più avanzato è un assistente virtuale destinato a un gruppo di costruzioni bavarese. Gli operai possono scattare una fotografia del cantiere e registrare un messaggio vocale; l’IA elabora le informazioni, riconosce gli elementi presenti nella foto e colloca automaticamente tutti i dati nella pratica edilizia corretta.

Il sistema funge da “biblioteca digitale” per l’azienda: foto, numeri, specifiche tecniche di diversi progetti vengono salvati in un’unica grande base di dati. “È simile a ChatGPT, ma la differenza è che il nostro strumento sfrutta la conoscenza interna dell’azienda”, spiega Maerz, sottolineando che l’IA non si basa su dati generici di internet, ma su quelle specifiche dell’impresa.

Stato attuale e prospettive di sviluppo

Al momento il prodotto è ancora in fase di test. “Stiamo verificando sul campo l’efficacia dell’assistente; solo dopo la conclusione della fase pilota potremo passare a un utilizzo regolare”, dichiara il fondatore. Kiventro intende inoltre approfondire le capacità di riconoscimento visivo: “Vogliamo capire se l’IA può distinguere automaticamente una trincea da un pilastro di sostegno”.

La visione di Maerz è chiara: “Vogliamo rendere più semplice la vita quotidiana dei dipendenti, automatizzando compiti ripetitivi e riducendo gli errori umani”. A questo scopo, la startup ha già realizzato un agente IA per un rivenditore di legname di Trento, che supporta gli addetti nell’acquisizione rapida di conferme d’ordine e nel confronto con le richieste di fornitura.

Il contesto regionale: un ecosistema in rapida crescita

Il fenomeno non è limitato a Kiventro. Una ricerca condotta da SWR ha rilevato che, nella sola regione di Trento, quest’anno sono state costituite 14 nuove imprese focalizzate sull’intelligenza artificiale, rispetto a cinque l’anno precedente e a una sola nel 2024. Questa crescita è alimentata da una forte domanda da parte delle aziende, che vedono l’IA come un fattore competitivo imprescindibile.

Le ragioni della crescita

Andranik Tumasjan, professore di Management e Trasformazione Digitale all’Università Johannes Gutenberg di Magonza, indica l’aumento dell’adozione dell’IA da parte delle imprese come principale motore. “Il numero di aziende che utilizzano soluzioni di intelligenza artificiale è aumentato notevolmente; hanno bisogno di consulenze, servizi e prodotti che non possono sviluppare internamente, quindi li acquistano dalle startup specializzate”.

Jörn Block, docente di Corporate Governance all’Università di Trento, aggiunge che il mercato è in espansione perché le imprese riconoscono la possibilità di risolvere problemi specifici di altri settori attraverso l’IA. “Le opportunità sono immediatamente percepite, soprattutto dalle medie imprese industriali”, osserva.

Il ruolo delle istituzioni di ricerca

Secondo Block, le startup di IA nascono quasi sempre in prossimità di università, facoltà e centri di ricerca. Trento vanta una forte presenza accademica: la sua università e la sua Hochschule collaborano attivamente con ricercatori di intelligenza artificiale, e il DFKI (Deutsches Forschungszentrum für Künstliche Intelligenz) ha un polo nella zona. Questa vicinanza garantisce un flusso costante di talenti qualificati e favorisce la creazione di spin‑off come Kiventro.

Il collegamento tra ricerca e imprenditoria non sorprende Block: “È la logica evoluzione di anni di attività scientifica”. Il risultato è che la concentrazione di startup di IA è più elevata a Trento e nel cantone di Trier‑Saarburg rispetto alle regioni più rurali, riflettendo una tendenza nazionale secondo cui circa un terzo di tutte le nuove imprese in Germania operano nel settore dell’intelligenza artificiale.

Implicazioni economiche e prospettive future

Il fermento delle startup IA rappresenta una concreta opportunità per l’intera regione. Block sottolinea che “l’avvio di nuove imprese introduce innovazione sul mercato, creando opportunità imprenditoriali che prima non esistevano”. Inoltre, la domanda per i servizi di Maerz dimostra che le tecnologie emergenti stanno diventando parte integrante dei processi produttivi.

Per Kiventro, la crescita è già palpabile: la squadra, composta da sei dipendenti che lavorano prevalentemente da remoto, sta valutando l’assunzione di nuovo personale per far fronte al volume crescente di richieste. “Vogliamo espandere il nostro team e offrire più soluzioni personalizzate a diverse industrie”, afferma il fondatore.

Altre applicazioni dell’IA nella zona

    • Le Stadtwerke Trier, utility locale, hanno adottato sistemi di intelligenza artificiale per monitorare le reti idriche, anticipando danni provocati da eventi climatici estremi.
    • Le scuole e le biblioteche della città sperimentano assistenti vocali per migliorare l’accessibilità ai contenuti.
    • Nel settore dei media, le piattaforme di streaming testano voci sintetiche per la narrazione di audiolibri, sebbene la qualità resti ancora un aspetto da perfezionare.

Questi esempi mostrano come l’IA stia permeando diversi ambiti, dal servizio pubblico all’intrattenimento, e come la capacità di adattare rapidamente le tecnologie sia divenuta un requisito fondamentale per la competitività.

Conclusioni: una regione in movimento verso il futuro digitale

La storia di Christoph Maerz e del suo startup Kiventro è solo un capitolo di una più ampia narrazione di trasformazione digitale che sta avvolgendo la regione di Trento. Il dinamismo delle università, il supporto di centri di ricerca come il DFKI e la crescente esigenza di soluzioni basate su IA da parte delle imprese creano un ciclo virtuoso di innovazione e crescita occupazionale.

Con un numero record di startup IA fondate negli ultimi anni, la regione si sta affermando come un polo di eccellenza nazionale. Le prospettive sono ottimistiche: se la sinergia tra ricerca accademica e imprenditoria continuerà a prosperare, Trento potrà diventare un modello replicabile per altre aree che desiderano accelerare la propria transizione verso l’economia digitale.