Un nuovo incentivo fiscale per il software SaaS

Il software as‑a‑service (SaaS) potrebbe entrare nel sistema degli incentivi fiscali agli investimenti digitali attraverso un credito d’imposta alternativo all’iperammortamento. L’apertura arriva dal Governo nell’ambito della definizione della Legge di Bilancio 2027 e incontra il favore di Anitec‑Assinform, l’associazione delle imprese del digitale e dell’elettronica di consumo aderente a Confindustria, che da tempo chiede di adeguare le agevolazioni alle modalità con cui le aziende acquistano e utilizzano le tecnologie.

La prospettiva è quella di riconoscere, ai fini dell’incentivazione, anche gli investimenti in applicazioni software fruite attraverso servizi in abbonamento, superando i limiti di un sistema costruito prevalentemente intorno all’acquisizione di beni e licenze.

Le parole del viceministro Maurizio Leo

A confermare l’orientamento dell’Esecutivo è stato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, intervenuto sul tema dell’iperammortamento e delle misure a sostegno degli investimenti delle imprese. «Con la precedente Legge di bilancio fino al 2028 siamo coperti, aggiungiamo il credito d’imposta per il software, che è molto vantaggioso per le imprese, era un’istanza che ci veniva dal mondo delle imprese», ha dichiarato Leo.

L’intervento prospettato dal Governo punta ad affiancare alla disciplina dell’iperammortamento uno strumento specifico per gli investimenti in software, rispondendo alle richieste delle aziende che adottano soluzioni digitali attraverso modelli di fruizione cloud e contratti SaaS.

Le richieste di Anitec‑Assinform

La posizione espressa dal Governo viene accolta con soddisfazione da Anitec‑Assinform, che insieme a Confindustria aveva sollecitato un ampliamento degli strumenti di incentivazione per includere le nuove modalità di investimento nelle tecnologie digitali.

«Accogliamo con grande soddisfazione questa apertura, che rappresenta un primo segnale positivo rispetto alle richieste avanzate dalla nostra Associazione», dichiara Massimo Dal Checco, presidente di Anitec‑Assinform.

«Abbiamo sostenuto con convinzione la necessità di superare un’impostazione degli incentivi legata prevalentemente all’acquisto dei beni, per riconoscere anche gli investimenti in tecnologie digitali acquisite attraverso modalità diverse. Il segnale del Governo è positivo e conferma l’importanza delle richieste che abbiamo avanzato. Ora è fondamentale che questa apertura si traduca in una disposizione concreta ed efficace nel testo definitivo della manovra», ha aggiunto Dal Checco.

Elementi ancora da definire

Restano da definire le caratteristiche operative della misura, a partire dalle spese ammissibili, dall’entità dell’agevolazione e dalle modalità di accesso al beneficio. Elementi che saranno decisivi per valutare l’effettiva portata dell’intervento.

    • Quali tipologie di canoni SaaS saranno considerati ammissibili?
    • Quale percentuale di credito d’imposta verrà riconosciuta rispetto al costo totale?
    • Quali soglie di spesa minima e massima saranno introdotte?
    • Quali procedure di certificazione o dichiarazione dovranno seguire le imprese?

Contesto normativo attuale

L’apertura del Governo interviene su una questione già emersa nell’applicazione dell’iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026. La disciplina vigente prevede una maggiorazione fiscale del costo degli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, applicabile agli investimenti completati entro il 30 settembre 2028.

Tuttavia, i canoni relativi ai software utilizzati in modalità SaaS non rientrano attualmente tra le spese ammissibili, diversamente da determinate acquisizioni di software e licenze capitalizzabili. Questa distinzione assume particolare rilevanza alla luce della diffusione dei modelli cloud, attraverso i quali le imprese accedono ad applicazioni e funzionalità software pagando canoni periodici anziché sostenere il costo di acquisto di una licenza tradizionale.

Potenziali benefici per le imprese

L’introduzione di un credito d’imposta dedicato al software as‑a‑service consentirebbe di riconoscere fiscalmente queste modalità di investimento, ampliando la platea delle spese potenzialmente agevolabili. Per le aziende che utilizzano piattaforme applicative, servizi cloud e software in abbonamento, la possibilità di accedere a un beneficio fiscale dedicato potrebbe incidere sulle scelte di investimento e sui programmi di modernizzazione tecnologica.

In particolare, le imprese potrebbero:

    • Ridurre il costo netto dei contratti SaaS, migliorando la redditività dei progetti di trasformazione digitale.
    • Accelerare l’adozione di soluzioni cloud, favorendo l’innovazione e la competitività sul mercato internazionale.
    • Ottimizzare la gestione del capitale circolante, poiché i canoni periodici possono essere più facilmente pianificati rispetto a investimenti in licenze perpetual.

Il percorso parlamentare e le prospettive future

Il Governo aveva già annunciato l’intenzione di rafforzare l’iperammortamento e valutare specifiche agevolazioni per il software cloud, nel quadro delle misure a sostegno della trasformazione digitale delle imprese. Anitec‑Assinform seguirà l’evoluzione dell’iter parlamentare e la definizione del nuovo incentivo, con l’obiettivo di verificare che le disposizioni rispondano alle esigenze manifestate dalle imprese del settore.

L’efficacia del credito d’imposta dipenderà soprattutto dalla definizione del perimetro delle tecnologie ammesse e delle condizioni per usufruire dell’agevolazione, oltre che dalla sua effettiva convenienza rispetto agli strumenti già disponibili.

Il passaggio decisivo sarà dunque l’inserimento della misura nel testo definitivo della Legge di Bilancio, come richiesto dall’associazione, affinché l’apertura annunciata dal Governo trovi applicazione concreta.