L’intelligenza artificiale applicata al diagnosticare medico sta iniziando a produrre risultati promettenti in uno dei settori più esigenti dell’assistenza sanitaria: la presa di decisioni durante la visita. Un recente studio pre‑clinico, condotto con pazienti simulati, ha mostrato una riduzione del 32,6 % degli errori di diagnosi quando i medici hanno utilizzato un assistente di IA, percentuale che sale al 44,8 % nei casi di maggiore complessità.
Come funziona l’assistente di Medsys AI
Medsys AI, start‑up spagnola, ha sviluppato un assistente capace di trascrivere in tempo reale la conversazione tra medico e paziente, estrarre sintomi, anamnesi e reperti clinici e confrontarli con una base di conoscenza costruita su più di mille linee guida di pratica clinica approvate dalle società mediche spagnole.
Il sistema propone inizialmente domande o approfondimenti aggiuntivi senza mostrare diagnosi finché le informazioni non sono sufficienti. Man mano che la visita procede, elenca possibili patologie per il differenziale diagnostico, spiegando il ragionamento alla base di ciascuna opzione e indicando il grado di plausibilità.
Le raccomandazioni passano attraverso diversi cicli di analisi con modelli distinti, ma il co‑fondatore Manuel Pinilla ammette che nessun algoritmo è privo di errori.
Benefici evidenziati nei casi complessi
I risultati più marcati sono stati osservati nei casi clinici difficili, dove “una seconda occhiata può completare o addirittura modificare la valutazione iniziale del medico”. Nei casi semplici, il medico ha già una diagnosi chiara, ma nei casi complessi l’assistente offre una “seconda valutazione” che può cambiare il percorso diagnostico.
Questa constatazione sta orientando lo sviluppo del prodotto: i medici potranno scegliere di attivare o rendere visibile il supporto dell’IA quando si trovano di fronte a situazioni particolarmente intricate.
Rischi e misure di mitigazione
Uno dei principali timori è che i professionisti accolgano consigli errati per eccessiva fiducia nella tecnologia. Durante lo studio sono emerse occasioni in cui i medici hanno seguito suggerimenti sbagliati, anche se la differenza rispetto al gruppo di controllo non è risultata statisticamente significativa.
Per contenere questo rischio, il sistema presenta più ipotesi con il relativo ragionamento e un indice di plausibilità. Inoltre, Medsys AI sottolinea l’importanza della formazione continua dei medici e sta valutando l’inserimento di meccanismi aggiuntivi che incoraggino una valutazione critica delle raccomandazioni.
Impatto sui tempi di consultazione
Un altro risultato rilevante è stato l’incremento medio del 10,7 % della durata delle visite assistite dall’IA. Pinilla spiega che parte di questo tempo è dedicata a porre domande o eseguire esplorazioni aggiuntive per perfezionare la diagnosi.
Secondo il co‑fondatore, una valutazione iniziale più accurata potrebbe ridurre la necessità di esami successivi, ulteriori visite o complicanze, con benefici soprattutto in pronto soccorso e medicina di base, dove “ogni minuto conta”.
Prova clinica in ospedale madrileno
Attualmente Medsys AI sta avviando una valutazione clinica in un ospedale di Madrid. “Lo studio pre‑clinico ci dice che, in condizioni controllate, l’assistente aiuta i medici a essere più accurati. Ora dobbiamo dimostrare che lo stesso accade nella pratica reale”, afferma Pinilla.
La sperimentazione include rigorosi controlli sulla protezione dei dati sanitari. L’azienda agirà come responsabile del trattamento, limitando l’accesso ai dati a personale autorizzato, anonimizzando le informazioni pochi minuti dopo la ricezione e cancellando gli audio al termine della visita. Verrà conservata solo la trascrizione anonimizzata per garantire la tracciabilità, in conformità con le normative europee di cybersicurezza per i prodotti sanitari.
Potenziale riduzione della medicina difensiva
Un’ulteriore ipotesi in fase di studio è la capacità dell’assistente di ridurre la medicina difensiva e le indagini diagnostiche non necessarie. In una precedente indagine, 89,8 % dei medici di pronto soccorso ha ammesso di richiedere esami potenzialmente dispensabili.
Le proiezioni di Medsys AI suggeriscono che una riduzione del 10 % delle richieste inutili potrebbe tradursi in più di 25 milioni di euro di risparmio annuo per gli ospedali del SERMAS e circa 210 milioni di euro a livello nazionale. Tuttavia, questi risultati restano da confermare nella sperimentazione clinica.
Prospettive di mercato e certificazione
Per quanto riguarda la commercializzazione, Medsys AI prevede di richiedere la marcatura CE al termine della valutazione clinica e punta a lanciare il prodotto sul mercato nel 2027. Prima di ciò, l’azienda dovrà dimostrare miglioramenti concreti nella gestione di emergenze, nell’efficienza delle indagini e nella sicurezza delle dimissioni ospedaliere, oltre a raccogliere feedback positivi dai professionisti.
Se questi obiettivi saranno raggiunti, l’assistente potrà diventare “uno strumento molto interessante per il reparto di emergenza di qualsiasi ospedale”, secondo Pinilla.
Collaborazioni future e conclusioni
Medsys AI mantiene aperte le porte a collaborazioni con altri ospedali e con imprese del settore per ampliare lo studio e approfondire l’integrazione di queste tecnologie nella sanità. La sfida resta dimostrare che i benefici osservati in laboratorio si traducano in miglioramenti tangibili nella cura del paziente, nella riduzione dei costi e nella mitigazione dei rischi legati all’adozione dell’intelligenza artificiale.
In sintesi, l’assistente di IA rappresenta una promettente “seconda opinione” digitale: capace di ridurre gli errori diagnostici nei casi più complessi, di stimolare un interrogatorio più approfondito e, potenzialmente, di contenere spese superflue. La prova definitiva arriverà dal campo, dove medici e pazienti confronteranno l’efficacia di questa innovazione con la realtà quotidiana delle cure.