La Generalitat de Catalunya ha annunciato l’avvio, a partire da dicembre, di un assistente di intelligenza artificiale (IA) integrato nell’applicazione di messaggistica WhatsApp. Lo strumento consentirà ai cittadini di inviare messaggi per verificare se SMS, email o pagine web sospette siano potenzialmente fraudolenti, offrendo al contempo consigli pratici sulla sicurezza digitale.
Piano strategico 2026‑2028 contro le truffe virtuali
L’iniziativa è inserita nel “Piano strategico per la lotta contro le estafas virtuales 2026‑2028”, che il Govern prevede di approvare il prossimo martedì. Il piano prevede un potenziamento della capacità operativa della polizia e una stretta coordinazione con enti privati – banche, piattaforme online e operatori telefonici – per identificare e prevenire i tentativi di frode.
Secondo i dati dei Mossos d’Esquadra, le cibertruffe rappresentano il secondo reato più denunciato in Catalogna, con una media di 220 incidenti al giorno e circa 80.000 casi all’anno. Fino ad agosto, le autorità hanno ricevuto 53.577 denunce relative a frodi online nel solo 2026.
Obiettivi dell’assistente IA
- Consentire ai cittadini di verificare in tempo reale la legittimità di messaggi e link sospetti.
- Fornire consigli su come configurare in modo sicuro gli account di posta elettronica.
- Offrire risposte a domande generali sulla ciberseguridad, come la gestione delle password o l’uso di VPN.
La “comissaria virtuale” dei Mossos d’Esquadra
Parallelamente all’assistente IA, a fine anno i Mossos d’Esquadra introdurranno una “comissaria virtuale”, un portale online che permetterà di sporgere denuncia senza recarsi fisicamente in una sede. Il progetto è stato illustrato da Miquel Àngel Garcia Alvira, capo della Comissaria General de Tecnologia de la Información i Comunicació dei Mossos.
Il portale consentirà di allegare prove digitali, facilitando l’analisi dei metadati dei documenti – informazioni normalmente inaccessibili con una semplice schermata. “Ci aiuterà a vedere i metadati dei documenti che normalmente non possiamo vedere con un semplice screenshot”, ha spiegato Garcia.
Motivazioni della comissaria virtuale
La creazione della comissaria virtuale risponde alla difficoltà dei cittadini di denunciare i crimini online, spesso per mancanza di canali semplici. “Il problema è che la gente non denuncia; dobbiamo renderlo facile”, ha affermato Garcia, definendo le truffe online una “minaccia di primo ordine per la sicurezza pubblica”.
Nonostante i furti tradizionali rimangano il reato più denunciato in Catalogna, i Mossos sottolineano che le cibertruffe “probabilmente sarebbero il primo” se fossero registrate legalmente tutti gli incidenti.
Coordinamento internazionale e campagne di sensibilizzazione
Laura Caballero, direttrice generale dell’Agenzia di Ciberseguridad di Catalogna, ha annunciato che il piano rafforzerà la cooperazione con agenzie internazionali di sicurezza informatica. Verrà istituita una tavola rotonda permanente per mantenere un contatto costante con banche, piattaforme di e‑commerce e operatori di telefonia mobile.
L’Agenzia intensificherà le campagne di sensibilizzazione nei periodi più vulnerabili dell’anno, come le festività natalizie, il periodo pre‑vacanze e le campagne di sconti, quando i truffatori intensificano le loro attività.
Dati economici e impatto sociale
Il numero di denunce per frodi digitali si è stabilizzato dal 2024, ma l’importo complessivo truffato è aumentato notevolmente. Tra il 2024 e agosto 2026, le perdite economiche ammontano a 490 milioni di euro, colpendo più di 200.000 vittime.
Secondo i Mossos, questo incremento è dovuto alla crescente professionalizzazione dei crimini informatici, alimentata da avanzamenti tecnologici che hanno reso i truffatori più abili nel creare contenuti iperrealistici. “Tre anni fa, le truffe erano di piccolo importo e colpivano molte vittime; ora l’intelligenza artificiale permette di mirare a vittime più specifiche, come CEO o dirigenti aziendali”, ha spiegato il capo della Comissaria di Tecnologia dell’Informazione.
Profilo dei truffatori e delle vittime
Il profilo tipico dei responsabili delle cibertruffe è cambiato: oggi si tratta di “una persona giovane, senza studi universitari e autodidatta”, secondo la polizia catalana. “Non serve più essere informatico; chiunque con accesso all’IA può diventare hacker scaricando strumenti dalla dark web”, ha osservato Garcia.
Le statistiche indicano che le persone di età superiore a 65 anni sono il gruppo più vulnerabile, poiché subiscono perdite economiche superiori rispetto alle altre fasce d’età. Tuttavia, Caballero ricorda che “chiunque può diventare vittima”, poiché i truffatori sfruttano eventi di attualità – concerti, saldi, aumento dei prezzi degli immobili – per guadagnare la fiducia delle loro prede.
Tipologie di frodi più comuni
- Casi di pagamento online da origine sconosciuta.
- False transazioni di prodotti e investimenti ingannevoli.
- Furti d’identità, da farsi passare per familiari a falsi annunci di lavoro.
- Truffe di “ingegneria sociale”, dove le vittime sono contattate via email, telefono o SMS per fornire credenziali o cliccare su link fraudolenti.
Prospettive future e conclusioni
L’introduzione dell’assistente IA su WhatsApp e della comissaria virtuale rappresenta un passo significativo verso la modernizzazione della risposta della Catalogna alle minacce digitali. L’obiettivo è non solo aumentare la capacità di segnalazione, ma anche fornire ai cittadini gli strumenti necessari per riconoscere e difendersi dalle truffe.
Con la collaborazione tra autorità pubbliche, settore privato e organismi internazionali, la Catalogna spera di ridurre sia il numero di incidenti sia l’impatto economico delle cibertruffe, trasformando la prevenzione in una componente integrante della vita quotidiana dei catalani.